Teva sull’anticorpo anti-IL-15: possibile ridurre il danno intestinale da glutine

In futuro potrebbe essere possibile intervenire sui meccanismi immunologici che, in un organismo celiaco, trasformano l’esposizione al glutine in danno alla mucosa intestinale.

È una delle possibili prospettive dei risultati resi noti dall’azienda biofarmaceutica Teva Pharmaceutical Industries e relativi allo studio di Fase2a nella malattia celiaca per TEV ‘408, il suo anticorpo monoclonale anti-IL-15.

È stato in pratica dimostrato come sia possibile ridurre in maniera significativa il danno intestinale provocato dal glutine negli adulti affetti da celiachia.

Dove va la ricerca

L’importanza di questi risultati si inserisce nel tentativo della ricerca farmacologica di trovare una soluzione capace non semplicemente di gestire l’assunzione di glutine, ma di interferire con la reazione del sistema immunitario e quindi con la creazione di infiammazione e lesioni intestinali.

«Una dieta rigorosamente priva di glutine è stata a lungo l’unica opzione per le persone che convivono con la malattia celiaca», ha commentato Eric Hughes, MD, PhD, executive vice president, global r&d e chief medical officer di Teva. «Tuttavia, anche con una rigorosa aderenza a una dieta priva di glutine, molti continuano a manifestare sintomi, danno intestinale e un impatto significativo sulla vita quotidiana. Questi risultati sottolineano il potenziale di andare oltre la semplice gestione dell’esposizione al glutine e di affrontare la malattia celiaca alla sua origine biologica. Rafforzano inoltre la nostra fiducia nel targeting della via dell’IL-15 come approccio per ridurre il danno intestinale di origine immunitaria».

Lo studio condotto da Teva

Lo studio è stato effettuato su 50 persone adulte con diagnosi di celiachia a dieta senza glutine. Due settimane dopo aver ricevuto una singola dose di TEV ‘408, i partecipanti hanno iniziato un’esposizione giornaliera controllata al glutine per sei settimane (tre grammi al giorno per sei settimane con lo scopo di provocare danno intestinale).

Lo studio ha valutato misure bioptiche del danno intestinale e dell’infiammazione, insieme ai sintomi riferiti dai pazienti.

Alla settimana 8, quindi al termine di periodo di esposizione al glutine, TEV ‘408 ha mostrato una prevenzione statisticamente significativa e clinicamente rilevante del danno intestinale indotto dal glutine rispetto al placebo.

Ha inoltre mostrato un effetto favorevole sull’infiammazione intestinale, misurata tramite la densità dei linfociti intraepiteliali rispetto al placebo.

Ha anche dimostrato punteggi dei sintomi gastrointestinali più bassi rispetto al placebo. E infine i pazienti non hanno segnalato alcun disturbo dovuto a TEV ‘408 che è quindi stato ben tollerato da tutti.

Cosa succede ora

Attualmente sono in fase di svolgimento ulteriori analisi dello studio di Fase 2a. Teva prevede di presentare ulteriori dati dello studio in un futuro congresso scientifico.

Lo scopo è quello di stabilire come i risultati raggiunti possano inserirsi nella quotidianità dei pazienti e quale ruolo terapeutico possa assumere il farmaco: protezione contro le esposizioni accidentali al glutine, trattamento aggiuntivo alla dieta gluten free, soluzione reale e definitiva che possa modificare la storia della malattia.

A proposito di TEV ‘408

TEV ‘408, scoperto da Teva e comodamente somministrabile in modo sottocutaneo, è un anticorpo monoclonale umano sperimentale progettato per inibire l’interleuchina-15 (IL-15), una citochina coinvolta in percorsi immuno-mediati.

La sua applicazione può quindi potenzialmente andare oltre la malattia celiaca. Attualmente infatti è oggetto di studio come potenziale terapia per la celiachia ma è in fase di valutazione uno studio come trattamento per la vitiligine.

Per maggiori informazioni ed evidenze scientifiche sulla ricerca di Teva clicca qui

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