Gluten Free Festival Sirone: focus sulla valorizzazione di attività locali

Il prossimo 20 settembre a Sirone, in provincia di Lecco, si terrà la quarta edizione del Gluten Free Festival. L’evento, organizzato dalla ProLoco del paese, si pone come obiettivo quello di promuovere l’offerta senza glutine valorizzando specialmente le attività attive sul territorio.

L’edizione 2026 del festival

In particolare ci saranno le proposte culinarie della Macelleria Gastronomia Vismara e della trattoria San Benedetto di Sirone (LC), quelle di La Pastizzeria di Briosco (MB) e quelle del food truck Walter’s rice truck proveniente da Oggiono (LC).

gluten free sirone La giornata sarà quindi interamente dedicata all’alimentazione gluten con punti ristoro attivi dalla colazione fino all’aperitivo serale. A programma ci sono anche laboratori, attività per grandi e piccoli, mercatino oltre a incontri di formazione.

Tra i supporter dell’evento c’è anche Gluten Free Insights, in qualità di media partner, oltre ad AIC che sarà presente con un desk informativo.

«Ci teniamo a promuovere questo evento, ormai arrivato alla quarta edizione, perché nasce dall’incontro con un paio di attività commerciali del paese, la macelleria Vismara e la trattoria San Benedetto», spiega Valeria Panzeri, presidente della ProLoco di Sirone. «Nasce anche dalla volontà di creare un nuovo appuntamento, aperto al mondo del senza glutine ma in grado di mantenere quel sapore di festa di paese fatto di incontri tra persone, di chiacchierate e voglia di stare insieme che è un po’ il filo conduttore della nostra associazione».

Tra gli incontri a programma ci sono quelli con i nutrizionisti Giulietta Bernareggi e Mattia Fantina, che vivono e lavorano sul territorio. Giulietta Bernareggi, in particolar modo, si focalizzerà sulla gestione di una dieta senza glutine per bambini promuovendo la varietà alimentare dai primi anni di vita con tanto di esempi pratici e ricette. Invece Mattia Fantina parlerà più in generale di diete gluten free bilanciate con attenzione anche all’aspetto motivazionale. Da segnalare la presenza della “teacher” Carlotta Cagliani, anche lei proveniente da Sirone, che darà suggerimenti pratici su come comunicare le proprie necessità alimentari quando ci si trova all’estero.

Per maggiori informazioni sull’evento, visitare la pagina Instagram dedicata

A seguire tre brevi interviste ad alcuni dei protagonisti dell’edizione 2026.

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Giuseppe Vismara – titolare macelleria Vismara

gluten free sirone giuseppeSappiamo che la tua è una storia di reinvenzione e rinascita con forte attaccamento al territorio. Raccontacela brevemente.
«Rappresento la terza generazione alla guida del nostro punto vendita, inaugurato nel 1949 da mio nonno Carlo. Mio papà Angelo Gerolamo ha portato avanti la macelleria introducendo negli anni ’90 i preparati pronti a cuocere. Io lavoro in negozio da circa 10 anni, dal termine degli studi alberghieri e dopo aver collezionato varie esperienze. Ho raccolto il testimone introducendo qualche piatto pronto e ampliando pian piano la gamma fino proprio a affiancare all’attività di macelleria quella di gastronomia. Ho abbracciato la filosofia senza glutine per un’esigenza personale, essendo io celiaco. La diagnosi ha peraltro scombussolato un po’ i piani che avevo durante i miei studi alberghieri e mi ha spinto a reinventarmi cercando la sfida e l’opportunità all’interno di quello che all’inizio mi è sembrato più un ostacolo. Da lì nascono le sperimentazioni in cucina che sono poi sfociate in una gamma gastronomica completa comprendente antipasti, primi, secondi con contorni e qualche dolce».

Come vedi il mercato senza glutine, come ti sembra cambiata la domanda del cliente negli anni?
«Oggi l’approccio al prodotto senza glutine è completamente diverso rispetto al passato, quando i prodotti a disposizione erano pochi e dal gusto lontanissimo rispetto a quelli glutinosi. Oggi ci sono varie soluzioni che sono salutari ma anche buone. Il cliente non si accontenta di avere un’alternativa senza glutine ma vuole che sia anche gustosa. Nel nostro caso, considerando la territorialità, siamo abbastanza avvantaggiati perché riso, mais e grano saraceno fanno parte della cultura lombarda e sono spesso alla base dell’alimentazione anche dei non celiaci. A queste farine si affiancano sorgo, teff, miglio, amaranto, quinoa che rappresentano alternative capaci di offrire sapori sempre più apprezzati anche da chi non ha esigenze alimentari specifiche».

gluten free sirone vismaraRaccontaci un aneddoto della tua esperienza nel mercato senza glutine.
«La nostra gastronomia è senza glutine da sempre ma i primi tempi non lo rendevamo necessariamente noto a ogni persona che entrava in negozio. Semplicemente, vendevamo i nostri prodotti convinti della loro qualità. Pian piano è capitato che qualche cliente chiedesse le versioni senza glutine e rimanesse sorpreso nello scoprire che, non avendo doppia cucina, tutti i preparati sono totalmente gluten free e idonei al celiaco. È stato un bel riscontro e una grande soddisfazione avere l’approvazione anche da persone non celiache».

Perché hai scelto di partecipare al festival di Sirone?
«Tutto nasce da una battuta. Quando è nata la ProLoco, alla prima riunione sono stati convocati tutti i commercianti di Sirone. Al termine dell’incontro ho suggerito di inserire tra gli eventi a calendario un incontro per i celiaci. Così nel 2023 nasce il Gluten Free Festival e già alla prima edizione siamo rimasti increduli per la partecipazione numerosa che assolutamente non ci aspettavamo. Personalmente poi rispondere “tutto” a chi chiede “cosa posso mangiare” e vedere la reazione di stupore è un’emozione a cui non mi abituerò mai. A livello di impatto sociale e di integrazione, al di là della bontà del prodotto, la reazione delle persone è la cosa più bella che ci possa essere e che mi spinge a cercare di fare sempre meglio. Al festival quest’anno sarò ancora presente in collaborazione con la Trattoria San Benedetto di Sirone, i cui gestori sono molto attenti all’aspetto gluten free. CI focalizzeremo su pranzo e apericena».

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Giulietta Bernareggi – biologa nutrizionista

Sul palco alle ore 10.00

gluten free sirone giuliettaCosa porterai sul palco di Sirone?
«Sono specializzata in nutrizione materno-infantile e sportiva. Il mio percorso inizia in ambito scientifico, con una laurea in scienze della natura e un dottorato in biologia vegetale. Negli anni, complici anche i viaggi e le trasferte estere, ho sempre dedicato molto tempo alla cucina. Dopo un diploma in alta cucina, un periodo lavorativo come personal chef e la laurea in nutrizione umana ho iniziato la mia carriera come nutrizionista. Le mie esperienze fanno sì che la conoscenza scientifica possa entrare nella quotidianità delle famiglie. Ho scelto di partecipare al Gluten Free Festival di Sirone perché credo sia un’occasione per parlare di alimentazione senza glutine andando un po’ oltre il concetto di “eliminare e sostituire”. Il mio intervento si intitola “Oltre il grano: tutti i colori nel piatto” e parleremo soprattutto di varietà alimentare. Una dieta senza glutine non deve necessariamente diventare una dieta più monotona: può essere, al contrario, un’occasione per scoprire nuove alternative valide per tutta la famiglia».

Come cambia la gestione di una dieta senza glutine per un bambino rispetto a un adulto?
«I bambini sono piccoli organismi in crescita, di conseguenza la nutrizione pediatrica deve in primis prestare attenzione all’adeguatezza nutrizionale della dieta. Tuttavia, è proprio in questi primi anni che si costruisce il rapporto con il cibo. L’educazione alimentare diventa quindi centrale. Per questo motivo è importante che un bambino celiaco non viva la sua condizione come una lunga lista di alimenti vietati e di sostituti, ma che impari sin da subito a sperimentare tutta la varietà di alimenti che sono naturalmente gluten free. E, quando possibile, questa varietà dovrebbe riflettersi nell’alimentazione familiare: un unico pasto adattabile e condiviso da tutta la famiglia, che non faccia sentire il bambino quello “che mangia diverso”».

Se dovessi dare un consiglio a genitori di figli celiaci, quale sarebbe?
«Direi loro di non lasciare che il “senza” diventi il centro dell’alimentazione del figlio, di provare a spostare la domanda da “con cosa sostituisco questo alimento?” a “quali alternative ho da mettere in tavola?”. Il genitore dovrebbe cercare di coinvolgere il bambino nella scelta e nella preparazione dei pasti, giocando con consistenze, forme e colori alla scoperta di nuovi sapori. In questo modo l’obiettivo non è più un bambino che segue correttamente una dieta senza glutine, ma un individuo che si gestisce con serenità mantenendo un rapporto curioso e positivo con il cibo».

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Mattia Fantina – biologo nutrizionista

Sul palco alle ore 11.00

gluten free sirone fantinaRaccontaci chi sei e cosa porterai al festival di Sirone.
«Sono un biologo nutrizionista e al festival di Sirone parlerò di quanto sia importante affidarsi a un professionista dell’alimentazione che aiuti il paziente non solo a raggiungere i suoi obiettivi ma anche a sostenerlo quando, lungo il percorso, si imbatte in ostacoli di qualunque tipo che rischiano di interrompere il suo impegno e la sua motivazione. Questo vale per tutti i pazienti, non solo per chi deve seguire un’alimentazione senza glutine».

Quanto conta affidarsi a un nutrizionista per chi segue una dieta senza glutine?
«Credo sia importante prendere contatto con un nutrizionista soprattutto nella fase post diagnosi, non solo per capire quali alimenti escludere e quali invece inserire nella nuova dieta gluten free ma anche e soprattutto per impostare gli altri macronutrienti essenziali. Lo scopo è quello di aiutare il paziente celiaco a impostare un’alimentazione varia e completa che garantisca il corretto funzionamento dell’organismo».

Se dovessi dare un consiglio chi per necessità deve escludere il glutine dalla sua alimentazione, quale sarebbe?
«Suggerirei di cercare di vivere con serenità la nuova condizione, con la consapevolezza che le alternative senza glutine esistono e sono sempre più di buon gusto. La rinuncia quindi può essere ben tollerata se l’atteggiamento mentale è positivo. Inoltre l’attenzione al tema da parte dei locali è sempre maggiore per cui anche nella convivialità, il celiaco può affrontare la sua condizione sentendosi al sicuro».

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