Nel 2026 le vendite del senza glutine nella GDO raggiungeranno 386,6 milioni di euro, con una crescita del +7,4% sostenuta soprattutto dall’espansione dei consumi reali. Questa crescita è accompagnata da un incremento dei volumi (+5,6%) e delle confezioni (+7,1%).
Il dato dimostra che lo sviluppo del comparto non è sostenuto soltanto dall’inflazione, ma soprattutto da un aumento reale della domanda. La categoria è dunque in piena crescita strutturale.
Non solo un’esigenza medica
Lo si legge nel Report GDO Data 2026 realizzato da Nielsen IQ in collaborazione con GDONews, al cui interno si conferma lo sdoganamento del gluten free al di là del perimetro delle esigenze cliniche. Infatti il mercato continua ad espandersi non solo per effetto delle diagnosi di celiachia, ma anche grazie alla crescente attenzione verso salute, benessere e alimentazione funzionale.
Pur rimanendo una nicchia in termini numerici, il senza glutine mostra dinamiche di crescita e ridefinizione dei comportamenti d’acquisto che lo rendono un anticipatore di tendenze e un indicatore dei cambiamenti culturali legati alla salute e al benessere alimentare.
A livello nazionale, oggi un italiano su cinque acquista prodotti senza glutine anche senza diagnosi di celiachia, mentre quasi il 40% dei consumatori è un acquirente in cerca di benessere e digeribilità. Per le imprese italiane, questo significa nuove opportunità commerciali in Europa, Nord America e nei mercati emergenti.
Una crescita non uniforme
I dati pubblicati da GDO News dimostrano come il gluten free rappresenta oggi uno dei segmenti alimentari con le prospettive di crescita più interessanti sottolineando come cambino le strutture collegate al gluten free in seguito all’aumento di occasioni di consumo e competizione.
Tuttavia la crescita non è uniforme ed alcune categorie accelerano in modo significativo, mentre altre mostrano segnali di maturità o pressione competitiva. Tra le sottocategorie con la crescita più sostenuta spiccano snack e cereali con sviluppi rispettivamente pari al 37,4% e 27,9%.
Accanto all’analisi delle vendite GDO per sottocategoria, il report riporta i consumi delle famiglie italiane e i principali trend innovativi, oltre a dati export, analisi prestazioni per canale distributivo, pressione promozionale ed evoluzione prezzi.
Grazie a questo studio è possibile comprendere dove si sta creando valore e dove intervenire. Avere una lettura chiara consente alle imprese di lavorare meglio su assortimento, ottimizzare pricing e promo, intercettare i segmenti in crescita.
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