Celiachia: nel 2024 diagnosi in aumento del 9,5% per un totale di 280mila pazienti

In Italia, nel 2024, il numero di soggetti celiaci ha raggiunto 279.512 pazienti con un saldo di 14.410 nuove diagnosi (contro le 13.163 dell’anno precedente). Sono quasi 273 i milioni di euro spesi per erogare gli alimenti senza glutine in esenzione.

celiachia distr diagnosi

Questo si evince dalla relazione annuale sulla celiachia riferita al 2024 presentata al Parlamento dal ministero della Salute. Il testo è un aggiornamento sulle conoscenze scientifiche in tema di celiachia. Fornisce anche una sintesi del quadro epidemiologico nazionale della malattia.

Secondo la relazione del ministero, la maggior parte dei celiaci risiede in Lombardia. In totale la regione conta 52.013 soggetti, in rappresentanza dello 0,52% della popolazione totale della regione. Alle spalle, Lazio e Campania con rispettivamente 27.883 (0,49%) e 24.470 (0,44%) soggetti celiaci.

celiachia distr diagnosiIl dato delle diagnosi del 2024 ha superato il dato del 2019. Quindi la popolazione è tornata nei presidi sanitari per sottoporsi alle indagini diagnostiche come accadeva nel periodo pre-pandemico.

 

I risultati del programma di screening nazionale

La relazione riporta anche informazioni inerenti il programma di screening nazionale avviato nel 2023 e finalizzato all’individuazione precoce dei casi di celiachia in età pediatrica. L’iniziativa di screening coinvolge sia la celiachia sia il diabete di tipo 1, due patologie in costante aumento che possono coesistere nello stesso individuo fino all’8% dei casi.

celiachia arruolamento scrI primi risultati sullo screening, se pur in scala ridotta, sono stati raccolti ed elaborati dall’Istituto Superiore di Sanità nell’ambito di un progetto pilota che ha coinvolto quattro Regioni (Lombardia, Marche, Campania e Sardegna). Il campione è stato costituito da bambini di 2, 6 e 10 anni. In totale sono stati arruolati 5.535 bambini, di cui 2.798 maschi (50,6%) e 2.737 femmine (49,4%). L’arruolamento dei bambini è stato gestito da 429 Pediatri di Libera Scelta (PLS), coinvolti volontariamente e formati attraverso incontri a distanza.

Allo screening per la celiachia il 2,8% dei bambini è risultato positivo agli anticorpi anti-transglutaminasi IgA (tTG-IgA), mentre l’1,1% ha mostrato valori borderline. Considerando insieme positivi e borderline, il 3,9% dei bambini esaminati ha presentato un risultato potenzialmente indicativo di celiachia.

celiachia arruolamento scrIl test per le IgG, utilizzato nei casi sospetti di deficit selettivo di IgA, è risultato positivo nello 0,5% dei campioni ed è risultato più spesso positivo nei maschi.

Nel complesso, in coerenza con la letteratura, la celiachia ha confermato una prevalenza maggiore nella popolazione femminile. infatti il 59,8% delle positività è a carico delle bambine contro il 40,2% delle positività nei bambini. Stratificando i bambini nelle tre fasce d’età indagate (2, 6 e 10 anni), sul totale dei positivi agli anticorpi il 36,1% appartiene alla fascia dei 2 anni. Mentre il 30,6% alla fascia dei 6 anni e il 33,3% alla fascia dei 10 anni.

Celiachia come malattia sociale

La relazione comprende anche indicazioni in merito ai sintomi, alla diagnosi e alle complicanze correlate alla malattia celiaca. Si evidenzia anche come dal 2005, per il nostro Paese, la celiachia sia una malattia sociale. Questo perchè condiziona l’inserimento nella vita di gruppo dei soggetti che ne sono affetti e delle loro famiglie.

Per alleviare il più possibile tale disagio e consentire l’accesso ai servizi di ristorazione in particolari ambiti (scuola, lavoro ecc) la normativa nazionale prevede un supporto economico annuale destinato alle Regioni. Il supporto garantisce pasti senza glutine a chi lo richiede e formazione degli operatori del settore alimentare affinché siano preparati a gestire il rischio di contaminazione.

celiachia spesa

Nel documento si parla anche di prodotti e limiti di spesa. In particolare l’acquisto, in esenzione, dei prodotti specificamente formulati per celiaci è soggetto a un tetto di spesa mensile. I limiti previsti si differenziano in base al sesso e alla fascia di età del soggetto.

Dai dati di spesa forniti da Regioni e Provincie Autonome nel 2024 risulta che il SSN ha corrisposto quasi 273 milioni di euro per supportare la dieta dei celiaci. La spesa media pro-capite è stata di circa 975,54 euro.

Per leggere la relazione annuale della celiachia clicca qui 

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