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Campionato della pasta fatta a mano: a Roma lo spin-off gluten free, anche per professionisti

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Si svolgerà il 17 maggio a Roma la tappa del Campionato della Pasta Fatta a Mano dedicata alla categoria “gluten free”. Il campionato, giunto alla sua terza edizione, è prodotto da BTL Prod Srl in co-produzione con il Consorzio Edamus.

Lo spin-off senza glutine

L’appuntamento con lo spin-off dedicato al senza glutine è previsto appunto il 17 maggio a Roma in occasione dell’evento “Celiakè?! Il Villaggio Gluten Free” presso Cascina di Sotto in via di Boccea 922.

L’obiettivo della gara è la presentazione alla giuria di un piatto di pasta, fresca e fatta a mano, finito da poter far assaggiare e giudicare. Il concorrente dovrà realizzare l’impasto fatto a mano, senza l’utilizzo di macchinari elettronici, all’interno degli spazi predisposti dall’organizzazione. La giuria sarà composta da chef, giornalisti, esperti in gastronomia, medici/nutrizionisti.

L’invito anche per i professionisti

Potranno partecipare alla tappa sia professionisti sia amatori. Per la categoria professionisti, possono partecipare tutti i titolari, collaboratori, dipendenti di un’attività di tipo imprenditoriale o commerciale legata al mondo della ristorazione o del settore ricettivo in generale o comunque tutti coloro che dimostrino con prove oggettive che lavorano con il settore della pasta fatta a mano. La partecipazione sarà nominativa ma potrà essere anche a rappresentanza dell’attività per cui si gareggia (ad esempio ristorante, bistrot, laboratorio di produzione di pasta fresca, bar, trattorie, agriturismi, hotel).

Invece per la categoria amatori possono partecipare tutti coloro che per passione o desiderio vogliano mettersi in gioco nella realizzazione di un piatto a base di pasta fresca fatta a mano. Per partecipare è necessario aver compiuto almeno 18 anni entro la data di inizio della gara. Per i minorenni (non inferiori a 16 anni) sarà necessaria la sottoscrizione della liberatoria da parte di uno dei genitori o tutori legali. Ciascun concorrente può gareggiare in rappresentanza della propria Nazione di origine ed è possibile iscriversi da qualsiasi parte del mondo.

La finale di Napoli

La tappa è funzionale alla selezione di un finalista che parteciperà alla tappa conclusiva del campionato insieme ai finalisti selezionati nelle altre tappe del tour (non gluten free).

Solo il vincitore della categoria “professionisti” si qualificherà alla finale, prevista dall’11 al 13 giugno a Napoli in occasione dell’evento Dmed – Salone della Dieta Mediterranea.

Per maggiori informazioni sulla tappa senza glutine clicca qui
Mentre per iscriverti alla tappa di Roma clicca qui

Rizzati Ferrara: partnership con Lufthansa per la fornitura di praline a bordo

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Rizzati Ferrara, azienda produttrice di alimenti senza glutine biologici, ha rinnovato anche per il 2026 la collaborazione con la società Gate Group per la fornitura di praline a bordo dei voli Lufthansa.

rizzatiNel 2025 sono stati consegnati oltre 1.160.000 pezzi destinati alle classi superiori, mentre per il 2026 la produzione salirà a 1.300.000 unità.

Tra i prodotti forniti a Lufthansa anche la nuova variante lemon cake selezionata dallo chef Johann Lafer. La linea non arriverà nei negozi essendo stata sviluppata esclusivamente per il servizio ad alta quota.

Continueranno invece a essere presenti nei negozi gli altri prodotti a catalogo tra cui le due proposte iconiche della linea premium e made in Italy: la Tenerina e la Caprese al limone.

rizzatiLa Tenerina, in particolare, è l’originale tortina ferrarese dal cuore di cioccolato. Il cioccolato fondente, ingrediente principale della ricetta, lascia un sapore lungo e persistente al palato.

L’assenza di grassi idrogenati, grassi di palma o di derivazione animale dona al prodotto friabilità.

Inoltre la totale assenza di conservanti assicura freschezza al prodotto, che è disponibile in due formati (snack da 30 grammi e tortina da 150 grammi).

rizzatiLa Caprese al limone invece è una torta morbida al cioccolato fondente, mandorle e limone, biologica e senza glutine.

Si tratta del dolce tipico di Capri a base di farina di mandorle e cioccolato fondente, morbido al centro e croccante all’esterno.

È disponibile in 2 formati: snack da 30 grammi e tortina da 150 grammi.

Entrambi i prodotti si trovano in molti negozi del canale specializzato di tutta Italia.

Per l’acquisto online dei prodotti Rizzati Ferrara clicca qui 
Mentre per informazioni sull’azienda e i suoi cataloghi è possibile scrivere una mail a tenerinasenzaglutine@libero.it

Torna TuttoFood Milano: appuntamento dall’11 al 14 maggio presso Rho Fiera

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Dall’11 al 14 maggio il quartiere fieristico di Rho Fiera ospiterà l’edizione 2026 di TuttoFood Milano. La manifestazione occuperà 10 padiglioni e un totale di 85mila metri quadrati (+15% rispetto al 2025). Gli organizzatori attendono circa 5.000 espositori (+20%) e 4.000 top buyer (+33%), di cui oltre 200 reclutati attraverso la rete estera di ICE-Agenzia. Previsto poi l’afflusso di oltre 100mila visitatori professionali da 80 Paesi.

tuttofoodL’edizione milanese della manifestazione, ridisegnata da Fiere di Parma, ha conquistato credibilità in soli due anni confermandosi come punto di riferimento per operatori, TPO, industrie, distributori, istituzioni che a livello mondiale operano nell’ambito del cibo.

«La manifestazione è strategica per il Sistema Italia e per il Sistema Europa per presentare il meglio del Made in Italy a operatori e buyer provenienti da tutto il mondo», ha commentato il ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida in occasione della presentazione di TuttoFood Milano. «La fiera è promotrice di un modello alimentare e culturale di valore, quello italiano, da raccontare a tutto il mondo». E lo dimostra il fatto che durante la giornata inaugurale l’11 maggio si terrà la prima edizione del Forum Internazionale della Cucina Italiana voluto proprio dal ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.

Layout espositivo dell’edizione 2026

tuttofoodIl layout espositivo prevede la sezione Dairy Products al padiglione 1 seguita da Deli, Frozen & SeaFood ai padiglioni 2 e 4. Meat, Proteins & Cured Meat saranno invece ai padiglioni 3 e 4. In quest’ultimo troviamo anche Tutto Fruit &Veg, area del fresco che racconta le traiettorie evolutive dei prodotti ortofrutticoli freschi e processati.

Mentre Grocery occuperà i padiglioni 7, 5, 10. Nel padiglione 6 si trovano la Italian Specialty Selection e la Mixology Experience, con i grandi produttori di acque, soft drink e bevande alcoliche a proporre nuove modalità di offerta e presentazione ispirate al concetto di beverage pairing. Infine Bakery & Snacks saranno al padiglione 8 e Confectionary & Coffee al padiglione 12.

Espositori italiani e internazionali saranno affiancati per favorire l’interazione tra mercati e rendere più immediata l’esplorazione dell’offerta soprattutto per i buyer, organizzati nel Buyer’s Program di ICE-Agenzia. A disposizione dei buyer anche Store Tour guidati con itinerari tematici alla scoperta di retailer e catene di ristorazione italiani.

«Il settore agroalimentare è da sempre una categoria strategica per il Made in Italy», ha commentato Matteo Zoppas, presidente di ICE-Agenzia. «TuttoFood rappresenta una fiera di riferimento a livello mondiale e, proprio in questo momento in cui si registrano segnali al tempo stesso di potenzialità e di criticità, è fondamentale accelerare e rafforzare la nostra presenza, continuando a supportare il comparto con tutte le attività che portiamo avanti in Italia e sui mercati internazionali».

Il programma eventi

tuttofoodIl calendario di convegni e riconoscimenti prevede oltre 200 appuntamenti che si affiancano a 6 Awards Ceremony.

Tra i convegni, come anticipato, il Forum Internazionale della Cucina Italiana, in programma nel pomeriggio della prima giornata di manifestazione e realizzato in collaborazione e con il sostegno del ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.

In occasione del Forum, l’amministratore delegato di Fiere di Parma Antonio Cellie presenterà ufficialmente a espositori e visitatori la Carta dei Valori del futuro del Cibo. Si tratta di un vero manifesto d’indirizzo per la community mondiale del cibo che Fiere di Parma chiederà di condividere e sottoscrivere come piattaforma operativa per i prossimi anni ai protagonisti internazionali del Food&Beverage presenti a TuttoFood Milano.

«Negli ultimi cinque anni tensioni geopolitiche, crisi climatiche ormai strutturali, problemi energetici, materie prime a rischio, costi fuori controllo, hanno messo in discussione anche produzione e accesso al cibo», ha affermato Antonio Cellie. «È arrivato il momento di fare scelte radicali e affrontare il futuro del cibo con senso di responsabilità. Pensiamo che nella nostra visione internazionale di TuttoFood la manifestazione sia il luogo giusto da cui lanciare un messaggio senza confini, non ideologico, ma programmatico e concreto».

Per maggiori informazioni sulla fiera clicca qui 
Mentre per visionare il programma convegni clicca qui
Infine, per leggere il Food Manifesto clicca qui

Corsi con lo chef Marco Scaglione: opportunità per negozianti e ristoratori

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Chiuderanno a fine maggio per poi ripartire a settembre i corsi di cucina in presenza organizzati da Marco Scaglione Chef e dedicati a celiaci, appassionati e curiosi. Questi appuntamenti risultano essere una vetrina anche per ristoratori e commercianti che possono mettere a disposizione i propri spazi per accogliere il consumer interessato al corso.

Un’opportunità per negozianti e ristoratori

Al professionista ospitante gli incontri non è richiesto alcun investimento, che viene coperto con la quota di partecipazione proposta al partecipante. Allo stesso modo, non sono richiesti macchinari specifici, perché lo staff dello chef provvede a procurare postazioni e accessori.

scaglioneCommercianti e ristoratori possono così aprire le porte della propria attività, creando un luogo di incontro e coinvolgimento del consumer tramite attività e laboratori inclusivi gestiti da uno chef professionista. Chef Marco Scaglione opera infatti nel mondo gluten free da oltre 25 anni affiancando all’attività di consulente food quella di formatore in corsi di cucina itineranti in tutta Italia ed estero.

Format degli incontri

I percorsi formativi sono adatti a tutti i livelli, dalla cucina base alle tecniche più avanzate. Si tratta di aule pratiche e pensate per chi deve cambiare la sua quotidianità dopo una diagnosi, oppure per scelte alimentari con un approccio diretto e accessibile.

Il programma prevede una parte teorica con condivisione di nozioni di chimica alimentare e di accorgimenti per gli impasti senza glutine. Il tutto si intreccia con le lavorazioni pratica mani in pasta, con lievitazioni e cottura finali che permettono la degustazione dei piatti preparati in sede dai partecipanti.

scaglioneLe proposte sono suddivise in moduli tematici: panificazione, speciale pizza, pasta fresca liscia e ripiena, pasticceria, cucina delle feste e colazioni sfogliate. Ogni lezione è guidata dallo chef passo dopo passo per spiegarne elementi essenziali. Le classi hanno sempre un numero limitato per garantire un’esperienza personalizzata e un contatto diretto con il professionista.

«Ogni aula diventa un ambiente accogliente in cui le persone si conoscono, si scambiano idee e imparano divertendosi, acquisendo le competenze utili nella vita quotidiana», commenta lo chef Marco Scaglione. «Questi eventi portano avanti l’idea di una cucina che è condivisione, creatività e tradizione. Tutti elementi che i corsi intendono trasmettere in modo autentico».

Per maggiori informazioni visitare il sito ufficiale a questo link

 

Miss Mais: da un’intuizione a un ecosistema di servizi

«Se le cose si inanellano da sole, vado avanti. Altrimenti perlomeno potrò dire di averci provato. Per me era fondamentale lavorare con calma, senza forzare, per capire se davvero quella fosse la mia strada». Inizia così la chiacchierata con Savina Lazzaroni, titolare del negozio specializzato Miss Mais, situato sulle sponde del Lago di Iseo.

miss mais

Il progetto prende forma nel 2020, durante la pandemia da Covid-19.

E prende forma da una necessità personale della titolare che aveva ottenuto la diagnosi di celiachia da pochi mesi. Da quell’intuizione nasce un negozio specializzato che in pochi anni diventa un punto di riferimento per la comunità dei celiaci locali.

Ma anche per realtà B2B della zona, dal momento che Savina affianca alla vendita al dettaglio una serie di servizi pensati per ristoratori e operatori del mercato gluten free. E nel futuro? Eventi, incontri, collaborazioni con professionisti della salute e – forse – nuove location.

Com’è nata l’idea di Miss Mais e quale vuoto di mercato ha colmato nel territorio?

«Il progetto ha preso forma nel 2020 partendo da una mia necessità personale. In quel periodo, approvvigionarsi era diventato complesso: i supermercati avevano scorte limitate e i negozi specializzati erano distanti oltre 20 km. Sfruttando il mio background commerciale internazionale e la capacità di mappare il territorio, ho intercettato un bisogno concreto nella zona medio-bassa del lago d’Iseo».

Quali categorie merceologiche avete approcciato?

«Non volevo aprire un semplice negozio, ma costruire un’idea che ancora non c’era: una “nicchia nella nicchia” focalizzata non solo sul senza glutine, ma anche su prodotti vegani e privi di proteine del latte, categorie allora poco presidiate. Ho scelto un locale con parcheggio per garantire la stessa comodità di un supermercato, un fattore fondamentale per la fidelizzazione».

miss mais

Oltre alla vendita, quali servizi offrite per differenziarvi dalla concorrenza?

«Abbiamo puntato fin da subito sulla creazione di un ecosistema di servizi. Lo spazio è modulabile: grazie a carrelli mobili, posso trasformare il negozio in un’area per show cooking, presentazioni di libri, assaggi e incontri con nutrizionisti o specialisti. Questo trasforma l’acquisto in un momento di sensibilizzazione e spesa consapevole, aiutando i clienti a gestire anche l’impatto psicologico della dieta. Parallelamente, abbiamo sviluppato il canale digitale con cataloghi WhatsApp e consegne a domicilio entro i 20 km».

Lavorate anche con il B2B, vero?

«Sì, un’importante evoluzione del 2023 è la collaborazione con i professionisti della ristorazione: forniamo box personalizzate per hotel di lusso, bar e ristoranti, offrendo prodotti freschi e artigianali di alta qualità che non si trovano nella GDO. Questa vendita consulenziale ai professionisti è oggi un pilastro della nostra attività».

Nel vostro negozio proponete anche prodotti erogabili. Questo implica qualche criticità?

«Purtroppo sì, un nodo critico che accomuna tutti i negozi specializzati è il rapporto con la pubblica amministrazione e il sistema dei rimborsi regionali. Lavorare con lo Stato significa spesso ricevere pagamenti a 60 giorni – o più, a seconda dei distretti – creando uno sbilanciamento pericoloso nel cash flow. Ci si trova a dover pagare i fornitori molto prima di incassare. Se non si gestisce con estrema attenzione questa dinamica, una crescita troppo repentina può diventare paradossalmente un rischio per la stabilità aziendale. Mi è capitato nel post-Natale 2022, quando ho esaurito le scorte in pochissimi giorni e ho dovuto anticipare i fondi per i nuovi ordini senza aver ancora ricevuto i pagamenti pubblici».

Quali strategie si possono mettere in campo per equilibrare la cassa?

«Risulta necessario ridurre la dipendenza dai prodotti esclusivamente erogabili tramite il sistema sanitario. Lo si può fare in vari modi, nel nostro caso puntiamo su prodotti freschi e servizi che generino incassi immediati».

Alla luce delle difficoltà del mercato specializzato, quali sono le prospettive future per i negozi rispetto alla GDO?
«La GDO segue logiche di volume e posizionamento diverse e incentrate maggiormente sui volumi. Il nostro vantaggio competitivo risiede invece nella cura del cliente e nella selezione rigorosa: in Miss Mais gestiamo circa 700-800 referenze scelte per la loro qualità artigianale».

miss maisQuali sono i criteri per selezionare fornitori artigianali di qualità?
«Per selezionare fornitori artigianali di qualità, i criteri principali si basano sulla differenziazione rispetto alla GDO e sulla capacità di rispondere a esigenze alimentari complesse in modo sartoriale. Nel nostro caso specifico valutiamo esclusività del fornitore che deve garantire uno standard qualitativo non reperibile nei supermercati. Questo è essenziale per servire segmenti di alta gamma, come hotel a 4 o 5 stelle, che richiedono prodotti freschi e artigianali di eccellenza. Un altro criterio chiave è la capacità del fornitore di creare prodotti che intercettino più nicchie contemporaneamente. Ad esempio, non basta che il prodotto sia senza glutine; è premiata la capacità di offrire referenze che siano anche senza proteine del latte e vegane, garantendo un’offerta inclusiva per diverse sensibilità alimentari. E poi c’è tutta una valutazione di tipo empatico».

Cosa significa, parlacene.

«Innanzitutto è fondamentale intercettare i bisogni del cliente e quindi arrivare a selezionare i fornitori perché si è investito nell’ascolto attivo della clientela. Inoltre prediligiamo collaborazioni con fornitori che “credono nel progetto” e che sono disposti a costruire sinergie durature, offrendo servizi personalizzati e su misura per le diverse realtà anziché semplici opzioni standard. Infine, il fornitore artigianale non solo consegna un prodotto, ma supporta il negoziante nella vendita consulenziale. Il criterio di scelta risiede nella “cura” del dettaglio».

Questa strategia di cura e attenzione risponde a un’esigenza di mercato che avete rilevato?

«Sì, il mercato si sta evolvendo verso una richiesta sempre maggiore di supporto e consiglio. Per restare competitivi, noi operatori dobbiamo studiare costantemente la zona e le esigenze specifiche della clientela, trasformando il negozio in un punto di riferimento culturale e sociale. Personalmente penso anche che sia importante fare rete attraverso associazioni come Ainc per avere voce a livello istituzionale. Il futuro appartiene a chi saprà abbinare una pianificazione strategica rigorosa a una profonda umanità nel rapporto con l’utente».

Clicca sull’immagine per leggere l’identikit del negozio e accedere alle pagine social

 

Celiachia: nel 2024 diagnosi in aumento del 9,5% per un totale di 280mila pazienti

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In Italia, nel 2024, il numero di soggetti celiaci ha raggiunto 279.512 pazienti con un saldo di 14.410 nuove diagnosi (contro le 13.163 dell’anno precedente). Sono quasi 273 i milioni di euro spesi per erogare gli alimenti senza glutine in esenzione.

celiachia distr diagnosi

Questo si evince dalla relazione annuale sulla celiachia riferita al 2024 presentata al Parlamento dal ministero della Salute. Il testo è un aggiornamento sulle conoscenze scientifiche in tema di celiachia. Fornisce anche una sintesi del quadro epidemiologico nazionale della malattia.

Secondo la relazione del ministero, la maggior parte dei celiaci risiede in Lombardia. In totale la regione conta 52.013 soggetti, in rappresentanza dello 0,52% della popolazione totale della regione. Alle spalle, Lazio e Campania con rispettivamente 27.883 (0,49%) e 24.470 (0,44%) soggetti celiaci.

celiachia distr diagnosiIl dato delle diagnosi del 2024 ha superato il dato del 2019. Quindi la popolazione è tornata nei presidi sanitari per sottoporsi alle indagini diagnostiche come accadeva nel periodo pre-pandemico.

 

I risultati del programma di screening nazionale

La relazione riporta anche informazioni inerenti il programma di screening nazionale avviato nel 2023 e finalizzato all’individuazione precoce dei casi di celiachia in età pediatrica. L’iniziativa di screening coinvolge sia la celiachia sia il diabete di tipo 1, due patologie in costante aumento che possono coesistere nello stesso individuo fino all’8% dei casi.

celiachia arruolamento scrI primi risultati sullo screening, se pur in scala ridotta, sono stati raccolti ed elaborati dall’Istituto Superiore di Sanità nell’ambito di un progetto pilota che ha coinvolto quattro Regioni (Lombardia, Marche, Campania e Sardegna). Il campione è stato costituito da bambini di 2, 6 e 10 anni. In totale sono stati arruolati 5.535 bambini, di cui 2.798 maschi (50,6%) e 2.737 femmine (49,4%). L’arruolamento dei bambini è stato gestito da 429 Pediatri di Libera Scelta (PLS), coinvolti volontariamente e formati attraverso incontri a distanza.

Allo screening per la celiachia il 2,8% dei bambini è risultato positivo agli anticorpi anti-transglutaminasi IgA (tTG-IgA), mentre l’1,1% ha mostrato valori borderline. Considerando insieme positivi e borderline, il 3,9% dei bambini esaminati ha presentato un risultato potenzialmente indicativo di celiachia.

celiachia arruolamento scrIl test per le IgG, utilizzato nei casi sospetti di deficit selettivo di IgA, è risultato positivo nello 0,5% dei campioni ed è risultato più spesso positivo nei maschi.

Nel complesso, in coerenza con la letteratura, la celiachia ha confermato una prevalenza maggiore nella popolazione femminile. infatti il 59,8% delle positività è a carico delle bambine contro il 40,2% delle positività nei bambini. Stratificando i bambini nelle tre fasce d’età indagate (2, 6 e 10 anni), sul totale dei positivi agli anticorpi il 36,1% appartiene alla fascia dei 2 anni. Mentre il 30,6% alla fascia dei 6 anni e il 33,3% alla fascia dei 10 anni.

Celiachia come malattia sociale

La relazione comprende anche indicazioni in merito ai sintomi, alla diagnosi e alle complicanze correlate alla malattia celiaca. Si evidenzia anche come dal 2005, per il nostro Paese, la celiachia sia una malattia sociale. Questo perchè condiziona l’inserimento nella vita di gruppo dei soggetti che ne sono affetti e delle loro famiglie.

Per alleviare il più possibile tale disagio e consentire l’accesso ai servizi di ristorazione in particolari ambiti (scuola, lavoro ecc) la normativa nazionale prevede un supporto economico annuale destinato alle Regioni. Il supporto garantisce pasti senza glutine a chi lo richiede e formazione degli operatori del settore alimentare affinché siano preparati a gestire il rischio di contaminazione.

celiachia spesa

Nel documento si parla anche di prodotti e limiti di spesa. In particolare l’acquisto, in esenzione, dei prodotti specificamente formulati per celiaci è soggetto a un tetto di spesa mensile. I limiti previsti si differenziano in base al sesso e alla fascia di età del soggetto.

Dai dati di spesa forniti da Regioni e Provincie Autonome nel 2024 risulta che il SSN ha corrisposto quasi 273 milioni di euro per supportare la dieta dei celiaci. La spesa media pro-capite è stata di circa 975,54 euro.

Per leggere la relazione annuale della celiachia clicca qui 

Nasce Gluten Free Insights: il mercato senza glutine raccontato agli operatori

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Nasce oggi Gluten Free Insights, un progetto editoriale dedicato agli operatori del settore senza glutine. Si tratta di un portale online di informazione tecnica e specializzata dedicato agli operatori del mercato alimentare senza glutine.

Obiettivi del progetto

La redazione si pone come obiettivo quello di essere nel mercato a fianco del mercato. L’intenzione è quella di informare i protagonisti del mondo gluten free su ciò che succede al suo interno.

Il metodo di comunicazione prevede l’analisi di criticità e prospettive con lo scopo di supportare gli stessi protagonisti del mercato nella comprensione di trend e nella definizione delle proprie strategie di business.

Destinatari di Gluten Free Insights

Il progetto si rivolge ad aziende specializzate nel senza glutine, aziende generaliste con linea senza glutine, produttori di medie dimensioni e artigianali, ma anche a negozianti, buyer, ristoratori, nutrizionisti, produttori, distributori, farmacisti.

Lo scopo ultimo è quello di diffondere conoscenza e sviluppare nuovi contatti e opportunità di business tra chi produce e chi distribuisce al pubblico finale.

«La nostra missione è trasformare un bisogno inespresso in una soluzione concreta, costruita con competenza, capacita di ascolto, visione e un pizzico di coraggio», dichiara Monica Viganò, responsabile del progetto. «Il bisogno inespresso è la conoscenza approfondita del mercato gluten free, delle dinamiche, delle tendenze, dei rischi e delle opportunità. La soluzione è il nostro servizio, che dà voce alla filiera e agevola la comunicazione tra i suoi vari livelli, abilitando ricadute anche di carattere di utilità sociale tra gli operatori del settore così come tra i consumer».

Dove trovarci

Per prendere contatti con la redazione e inviare comunicati per una pubblicazione gratuita di contenuti è possibile scrivere a redazione@glutenfreeinsights.it

Per restare aggiornati, è possibile seguire il sito internet e le pagine social Instagram e LinkedIn.

Aoecs: dall’11 al 17 maggio il Coeliac Day Run per sensibilizzare sulla celiachia

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L’associazione europea Aoecs invita le persone di tutta Europa a partecipare al Coeliac Day Run 2026, un evento virtuale che si terrà dall’11 al 17 maggio 2026. Aperto a tutti, l’evento incoraggia i partecipanti a camminare, correre o andare in bicicletta ovunque si trovino, contribuendo  a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla celiachia e a sostenere chi ha urgente bisogno di aiuto.

Un aiuto per Gaza e Ucraina

Quest’anno, i fondi raccolti grazie alla Coeliac Day Run sosterranno le iniziative di emergenza dell’Aoecs. Ad esempio contribuiranno a garantire l’accesso ad alimenti sicuri e privi di glutine alle persone affette da celiachia colpite dalle crisi in corso, tra cui quelle in Ucraina e a Gaza.

Per chi soffre di celiachia, l’accesso ad alimenti privi di glutine non è una scelta di vita, ma una necessità medica. Nelle emergenze umanitarie, questa esigenza viene spesso trascurata, mettendo a serio rischio persone già vulnerabili.

«Con la Coeliac Day Run non solo sensibilizziamo l’opinione pubblica, ma forniamo anche un sostegno concreto alle persone affette da celiachia che si trovano in situazioni di emergenza. Insieme possiamo davvero fare la differenza», afferma Veronica Rubio, segretaria generale dell’Aoecs.

Come funziona la corsa virtuale

Il Coeliac Day Run è un evento virtuale, per cui i partecipanti possono prendervi parte da qualsiasi parte del mondo. È possibile correre, camminare o percorrere in bicicletta una distanza compresa tra i 3 e i 10 km nella settimana tra l’11 il 17 maggio. Il costo di iscrizione è di 10 euro.

Per maggiori informazioni sulla gara e sulle modalità di iscrizione e partecipazione clicca qui 

Celiachia: al via in Piemonte lo screening pediatrico

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Entro l’estate, la Regione Piemonte amplierà il programma di screening pediatrico introducendo test specifici per la diagnosi precoce di celiachia e diabete di tipo 1. A differenza dello screening neonatale, questi esami saranno rivolti ai bambini di 6 anni attraverso un prelievo venoso dal braccio.

Il piano regionale coinvolge i principali centri ospedalieri, con il Regina Margherita di Torino nel ruolo di capofila. Fondamentale sarà il supporto dei pediatri di libera scelta, che avranno il compito di sensibilizzare le famiglie e guidarle nel percorso di prevenzione.

Lo screening sarà su base volontaria. Per il diabete, individuare i marcatori precocemente consente un monitoraggio costante prima della comparsa della malattia. Mentre per la celiachia, una diagnosi rapida permette di iniziare subito la dieta senza glutine, garantendo al bambino uno sviluppo sano e privo di anemia o carenze nutrizionali.

Italia primo paese al mondo

Si ricorda che questo screening pediatrico è stato introdotto con la legge del 15 settembre 2023 n. 130 “Disposizioni concernenti la definizione di un programma diagnostico per l’individuazione del diabete di tipo 1 e della celiachia nella popolazione pediatrica”.

Con l’approvazione di questa normativa, l’Italia è divenuta il primo Paese al mondo ad aver istituito un programma di screening per queste due malattie che mira a identificare, nella popolazione pediatrica sana, le persone a rischio di sviluppare una o entrambe le patologie per poter offrire loro un trattamento precoce.

Le ricerche scientifiche condotte in tutto il mondo dimostrano che diagnosi e interventi tempestivi riducono fortemente sia i rischi acuti che le conseguenze a lungo termine di queste malattie nelle persone che ne sono affette.

Primi risultati del progetto pilota

I primi risultati del progetto pilota D1CeScreen, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e dal Ministero della Salute, confermano l’efficacia dello screening precoce nei bambini. Condotto in quattro regioni italiane (Campania, Lombardia, Marche, Sardegna), il programma ha coinvolto 5.363 bambini di 2, 6 e 10 anni, in collaborazione con 429 pediatri di libera scelta.

È stato in particolare possibile individuare:

  • una positività allo screening per diabete tipo 1 dello 0,97%
  • una positività per celiachia del 2,8%.

“Il progetto ha dimostrato non solo la validità scientifica dello screening, ma anche l’alta adesione delle famiglie e dei pediatri, oltre a una buona fattibilità logistica, con risultati comparabili a quelli di studi europei”, si legge in una nota dell’ISS. Secondo i ricercatori dell’ISS, i dati indicano una prevalenza attesa per il diabete e un possibile aumento dei casi di celiachia, da confermare su campioni più ampi. Alla luce di questi risultati, è stato annunciato l’avvio dello screening a livello nazionale entro l’anno in corso.

Da Regione Marche un comitato per la tutala dei soggetti celiaci

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La giunta di Regione Marche ha approvato l’istituzione di un comitato per la tutala dei soggetti affetti da malattia celiaca, dando attuazione alla legge del 2025 sugli interventi a favore delle persone celiache.

L’obiettivo del comitato è quello di rafforzare il coordinamento tra “istituzioni, sistema sanitario, enti locali e associazioni, per migliorare condizioni e stile di vita dei cittadini affetti da celiachia, attraverso politiche integrate di prevenzione, assistenza e informazione”, come si legge in una nota rilasciata da Regione Marche.

Obiettivi e compiti del comitato dedicato ai celiaci

Tra i principali compiti ci sono la formulazione di proposte e osservazioni sulle politiche regionali, oltre al supporto alla definizione di linee guida per la preparazione e somministrazione di alimenti senza glutine. Il comitato si impegnerà anche a promuovere la formazione degli operatori del settore alimentare e ad attivare iniziative di sensibilizzazione e informazione.

Il comitato contribuirà inoltre alla gestione del registro regionale dei celiaci e alla creazione di un elenco di operatori formati per la somministrazione di alimenti gluten free. La Regione Marche evidenzia inoltre che particolare attenzione sarà dedicata “alla sicurezza alimentare, all’inclusione nei contesti scolastici, lavorativi e sociali, nonché alla promozione di una cultura diffusa della tutela delle persone con intolleranze alimentari”.

«Con la nascita di questo organismo, rafforziamo il nostro impegno per una sanità sempre più attenta ai bisogni concreti delle persone e in particolare di quelle più fragili», ha commentato l’assessore regionale alla sanità, Paolo Calcinaro. «Vogliamo garantire non solo assistenza, ma anche qualità della vita, sicurezza alimentare e piena inclusione sociale per chi convive con questa patologia. Il coinvolgimento delle associazioni e degli operatori del settore sarà fondamentale per costruire una rete efficace, capace di promuovere informazione, formazione e servizi adeguati su tutto il territorio regionale».