Cresce sul mercato italiano l’interesse per le soluzioni proposte da Il Primotto, azienda che porta in tavola l’eccellenza della cucina nazionale con un prodotto innovativo gluten free.
In particolare Il Primotto propone primi piatti preconfezionati e preparabili in soli tre minuti in padella o microonde. Questa caratteristica, insieme alle altre funzionalità garantite dal processo di stabilizzazione, rendono la soluzione di grande interesse per realtà del mondo Ho.Re.Ca. La qualità del prodotto, tuttavia, strizza l’occhio anche ai distributori specializzati del senza glutine in cerca di elementi di differenziazione rispetto alla GDO e alla concorrenza in generale.
Un prodotto stabilizzato
L’azienda si appoggia ad artigiani del senza glutine confezionando poi le loro proposte in formati monoporzione di immediata preparazione. Il processo di stabilizzazione è l’evoluzione dell’antico metodo casalingo della preparazione della conserva, integrato con procedimenti d’avanguardia per garantire un prodotto naturale e senza conservanti aggiunti, pronto in pochi minuti e durevole fuori frigo fino a 12 mesi.
Nello specifico, la stabilizzazione avviene in un impianto di autoclave che, mediante rapporti di vapore, pressione e contropressione, stabilizza i prodotti in maniera naturale, eliminando i microorganismi patogeni senza modificare gusto, profumo e proprietà della pietanza.
I vantaggi della stabilizzazione
Tra i vantaggi di questa preparazione, c’è anche il risparmio sulla catena del freddo che consente all’azienda di offrire un prodotto con materie prime di alta qualità al giusto prezzo. La praticità è evidente anche per il consumatore, che in poco tempo e senza necessità di frigo o freezer potrà preparare ovunque pranzi e cene gustosi.
Tecnicamente parlando, nella pasta stabilizzata l’umidità si attesta intorno al 20% e consente di mantenere un livello di consistenza tale da preservare integrità e caratteristiche. Ha un’attività dell’acqua libera non superiore a 0,92 che impedisce la presenza di acqua sufficiente per lo sviluppo dei batteri. Inoltre, il suo grado di acidità previene la proliferazione di patogeni, tra cui il botulino, risultato totalmente sicura da consumare.
Preservare qualità e caratteristiche
La pasta viene poi sottoposta a trattamenti termici e tecnologie di produzione che ne consentono il trasporto e la conservazione a temperatura ambiente, pur mantenendo tutte le caratteristiche funzionali di una vera e propria pasta fresca.
In conclusione, la stabilizzazione è, per l’utente finale, un processo che permette di conservare il prodotto a temperatura ambiente, preservando al contempo le qualità del prodotto fresco e la sicurezza tipica di quello essiccato.
Tra i principali prodotti a catalogo, la selezione di primi piatti gluten free comprende mezze penne all’arrabbiata (proposti al pubblico in confezione da 150 grammi a un prezzo di 6,16 euro), spaghetti cacio e pepe (150 grammi, 5,88 euro) e caserecce al pesto (150 grammi, 6,93 euro).
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Si amplia il catalogo di Mastro Raciti, azienda siciliana focalizzata nella produzione di prodotti senza glutine dolci e salati che si rifanno alla tradizione locale.
In particolare gli ultimi ingressi in linea sono i panini mafalda, hamburger, filoncino e ciambella. Tutti questi prodotti sono senza glutine e senza lattosio, confezionati in ATM e con shelf life di tre mesi dalla data di confezionamento.
Queste novità si affiancano ai fiori all’occhiello della gamma, tra cui la brioche senza glutine “col tuppo”.
Come tutte le proposte a marchio Mastro Raciti, anche queste hanno l’ambizione di offrire gli stessi sapori e la stessa vastità di offerta delle linee con glutine.
Brioscia con tuppo
Ciambella
Filoncino
Hamburger
Mafalda
Un nuovo modo di vivere il gluten free
L’abilità produttiva alle spalle di questi prodotti deriva dall’esperienza della Masseria Raciti, azienda siciliana di trasformazione alimentare sita alle falde dell’Etna. Da questa expertise nasce appunto Mastro Raciti, che restituisce un modo nuovo e gustoso di vivere il gluten free.
«La nostra linea restituisce un modo completamente nuovo di vivere il senza glutine», dichiara Mario Raciti, CEO dell’azienda siciliana. «L’ambizione che ci muove è quella di offrire, oltre a preparazioni deliziose e sicure, anche momenti di serenità e condivisione, insieme alla consapevolezza di poter gustare bontà dolci e salate senza pensieri, con il sorriso. In bottega, oltre 40 anni fa, ho imparato il rispetto dei tempi, il valore delle mani, la pazienza di chi non si accontenta mai. Quando ho scelto il senza glutine, l’ho fatto con una promessa chiara: non togliere nulla al gusto, alla consistenza, al piacere. Perché chi non può mangiare glutine non deve rinunciare all’emozione di un buon prodotto».
Lo staff di Mastro Raciti studia, sperimenta e perfeziona ricette che sono frutto di esperienza e attenzione assoluta alla sicurezza. Nel laboratorio tradizione e innovazione lavorano insieme per creare prodotti per tutti. «Mastro Raciti è la mia firma, conclude Mario Raciti. «È il mio modo per dire che l’artigianalità esiste ancora, anche nel senza glutine. Ed è fatta a regola d’arte».
Dove trovare i prodotti Mastro Raciti
I prodotti di Mastro Raciti sono disponibili presso oltre 3000 operatori Ho.Re.Ca di tutta Italia. Nello specifico il brand è distribuito presso negozi specializzati, bar, gelaterie e ristoranti in tutta la Sicilia, soprattutto in quella orientale.
Si possono inoltre trovare in farmacie situate in Sicilia, Campania, Emilia Romagna e Veneto. L’azienda ha da poco stretto accordi anche in Piemonte, Lombardia, Lazio e Toscana. I prodotti sono acquistabili nei negozi specializzati tramite buono ASL.
Mastro Raciti è anche fornitore ufficiale della brioscia presso le Gelaterie Chocolat di Padova e Venezia e di tutta la rete gelaterie Grom.
I professionisti del settore che volessero maggiori informazioni su prodotti e ordinativi possono scrivere alla mail info@mastroraciti.it. Mentre un cliente finale interessato può chiedere informazioni tramite forum sul sito.
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Negli ultimi anni, i laboratori artigianali dedicati al gluten free si sono sviluppati ampiamente lungo tutta la penisola nazionale. Questi laboratori si rivolgono quasi sempre al cliente finale. Tuttavia ristoratori, bar e hotel cercano sempre più spesso un senza glutine artigianale da proporre in menu. Per rispondere a questa esigenza, nasce Vade Retro Glutine, laboratorio operativo nella provincia di Monza e Brianza che in poco tempo ha avuto così tanto riscontro da necessitare di un trasferimento in uno spazio di 800 metri quadrati.
«Abbiamo alle spalle diversi anni di esperienza nel mondo della panificazione senza glutine», spiega Deborah D’Agosta, amministratore di Vade Retro Glutine. «Ci siamo però resi conto che nel settore Ho.Re.Ca. era molto difficile trovare prodotti senza glutine finiti che fossero davvero artigianali e di alta qualità». Vade Retro Glutine vuole semplificare la ricerca a quei professionisti del mondo della ristorazione che vogliono offrire ai loro clienti celiaci, intolleranti o allergici soluzioni che non siano una semplice alternativa senza glutine ma buone, curate e in grado di soddisfare anche chi il glutine lo può mangiare.
Nascita e sviluppo del laboratorio gluten free
Partiamo con una breve presentazione del vostro progetto. Quando nasce e perché?
«Vade Retro Glutine nasce dalla passione per la panificazione e dalla volontà di offrire prodotti senza glutine artigianali che fossero davvero buoni, senza compromessi. In poco tempo abbiamo assistito a una crescita inaspettata della domanda. Sempre più clienti privati, negozi specializzati, bar e ristoranti hanno iniziato a richiedere i nostri prodotti, tanto che il laboratorio originario non era più in grado di sostenere i volumi di produzione. Quella che all’inizio sembrava una scommessa si è trasformata rapidamente in un progetto molto più grande. Per questo, nel 2025, abbiamo deciso di fare un importante investimento e inaugurare un laboratorio artigianale di circa 800 metri quadrati, progettato per permetterci di crescere mantenendo la qualità, la cura e l’attenzione che da sempre contraddistinguono i nostri prodotti».
A quale esigenza risponde?
«L’idea di Vade Retro Glutine nasce innanzitutto da un’esigenza personale. Sono celiaca e ho sempre fatto fatica a trovare prodotti senza glutine che fossero davvero buoni e di qualità. Molto spesso mi sono trovata davanti ad alimenti ultraprocessati, ricchi di zuccheri e con ingredienti che non rispecchiavano ciò che avrei voluto mangiare ogni giorno. Da questa esperienza è nata la volontà di creare un’attività che fosse davvero inclusiva, capace di offrire un’alternativa artigianale e ricercata. In questo percorso è stato fondamentale il contributo del mio compagno, Giancarlo Tamburrino, chef di professione. Insieme abbiamo unito le mie esigenze come consumatrice e la sua esperienza in cucina per sviluppare prodotti freschi senza glutine che mettessero al primo posto gusto, qualità e attenzione agli ingredienti».
Il prodotto: qualità e caratteristiche
Quali sono le caratteristiche principali dei vostri prodotti?
«I nostri prodotti non sono ricchi di zuccheri né di ingredienti superflui. Prestiamo molta attenzione al loro bilanciamento, anche perché sappiamo che molte persone celiache convivono anche con altre esigenze alimentari, come il diabete. Il nostro obiettivo è dimostrare che un prodotto senza glutine può essere sano, genuino e soprattutto buono, senza dover scendere a compromessi».
Entrando nello specifico, qual è l’offerta del laboratorio?
«I nostri prodotti non contengono glutine, amido di farina di frumento deglutinato e lattosio. Inoltre il nostro pane è prodotto con pochi ingredienti, senza aggiunta di additivi e soprattutto non contiene soia. Da noi è possibile trovare mini patisserie così come torte di ogni forma e genere. Infine produciamo brioches sfogliate, paragonabili a brioches con glutine, oltre a muffin e torte morbide».
La storia del marchio
Facciamo un passo indietro: voi siete “quelli di Rismel”. Qual è la relazione con Vade Retro Glutine?
«Rismel è il marchio con cui è iniziata la nostra storia. Da anni siamo specializzati nello sviluppo di prodotti senza glutine, sia per il consumatore finale sia per i professionisti del settore. Grazie a questa esperienza abbiamo perfezionato i nostri mix e costruito una solida rete di clienti che ci ha dato fiducia e ci ha permesso di crescere. Possiamo dire che Rismel rappresenta le nostre radici e il nostro know-how tecnico, mentre Vade Retro Glutine è la naturale evoluzione di quel percorso, l’espressione concreta della nostra esperienza, trasformata in prodotti pronti da gustare».
Perché avete deciso di concentrarvi solo su Vade Retro Glutine?
«Rismel era il nostro bistrot, il luogo in cui è iniziata la nostra avventura. È stata un’esperienza fondamentale, che ci ha permesso di capire le esigenze delle persone celiache. Con la nascita e la crescita rapidissima di Vade Retro Glutine ci siamo però trovati davanti a una scelta. Gestire contemporaneamente un bistrot e un laboratorio artigianale in continua espansione richiedeva risorse, tempo e organizzazione che non ci permettevano di dare il massimo a entrambi i progetti. Abbiamo quindi deciso di chiudere Rismel e concentrare tutte le nostre energie su Vade Retro Glutine. È stata una decisione difficile dal punto di vista emotivo, ma necessaria per continuare a crescere e sviluppare un progetto che oggi ci permette di raggiungere un numero sempre maggiore di clienti, negozi, bar e ristoranti in tutta Italia».
Il target: dal consumatore finale agli operatori Ho.Re.Ca.
A proposito, a chi vi rivolgete?
«Ci rivolgiamo sia al cliente finale sia al professionista del settore. Quest’ultimo oggi rappresenta il nostro focus principale. Collaboriamo con negozi specializzati, bar, ristoranti, hotel e operatori dell’Ho.Re.Ca. che desiderano offrire ai propri clienti prodotti senza glutine artigianali e di alta qualità. Tuttavia non abbiamo smesso di pensare al consumatore finale».
Come raggiungete quest’ultimo?
«Principalmente attraverso il nostro e-commerce, che ci consente di spedire i nostri prodotti in tutta Italia. Il nostro obiettivo è far arrivare un senza glutine di qualità ovunque ce ne sia bisogno, sia attraverso i professionisti del settore sia direttamente sulle tavole dei consumatori. Un ruolo fondamentale lo hanno anche i nostri canali digitali, in particolare i social, attraverso cui raccontiamo il nostro lavoro quotidiano, la nascita dei prodotti e la filosofia che sta dietro a Vade Retro Glutine. Per noi è importante creare un rapporto diretto con le persone, vogliamo trasmettere autenticità e fiducia. Aggiungo che molti clienti finali ci scoprono grazie ai punti vendita, ai ristoranti e ai locali che scelgono di inserire i nostri prodotti nella loro offerta. La rete di professionisti con cui collaboriamo diventa quindi un importante punto di contatto tra il nostro laboratorio e chi cerca prodotti senza glutine di qualità».
In relazione invece agli operatori del settore, come li intercettate?
«Gli operatori del settore rappresentano oggi il nostro principale canale di sviluppo. Li raggiungiamo attraverso una rete commerciale diretta, il passaparola e grazie alla visibilità che abbiamo costruito nel tempo nel mondo del senza glutine. I nostri interlocutori sono principalmente negozi specializzati, ristoranti, bar, pasticcerie, hotel e realtà dell’Ho.Re.Ca. che vogliono ampliare la propria offerta con prodotti senza glutine di qualità, artigianali e affidabili. Il profilo dei nostri clienti è molto variegato: ci sono attività già specializzate nel gluten free, che cercano prodotti freschi e distintivi da proporre alla propria clientela, ma anche locali tradizionali che vogliono rispondere a una domanda sempre più crescente da parte di persone celiache o attente alle proprie esigenze alimentari».
Punti di forza e sfide del laboratorio
Quali sono i punti di forza della vostra attività?
«Il nostro principale punto di forza è sicuramente la qualità artigianale. Non vogliamo creare semplicemente prodotti senza glutine, ma prodotti buoni a prescindere dalla loro caratteristica gluten free. Abbiamo un forte controllo sulla formulazione e sugli ingredienti, cercando di evitare prodotti eccessivamente industrializzati, ricchi di zuccheri o con ingredienti superflui. Inoltre, il fatto di vivere in prima persona il mondo della celiachia ci permette di avere una sensibilità particolare verso le esigenze dei nostri clienti. Un altro elemento distintivo è la capacità di innovare e sviluppare prodotti nuovi, grazie anche all’esperienza tecnica maturata negli anni».
Quali sono invece i punti da migliorare?
«Come ogni realtà in crescita, una delle sfide principali è riuscire a mantenere gli standard qualitativi elevati aumentando i volumi produttivi. Crescere senza perdere la cura artigianale che ci contraddistingue è sicuramente uno degli aspetti su cui lavoriamo maggiormente. Un’altra sfida è far comprendere il valore di un prodotto artigianale rispetto a un prodotto industriale: spesso il prezzo viene confrontato senza considerare la differenza in termini di ingredienti, lavorazione e qualità».
Le partnership con i produttori
Guardando ai brand con cui collaborate, con quali produttori avete iniziato? Com’è cambiato questo aspetto negli anni?
«Siamo partiti con pochi partner selezionati, con cui abbiamo costruito rapporti basati sulla fiducia e sulla condivisione della nostra filosofia. Con la crescita dell’attività abbiamo ampliato la rete di fornitori, scegliendo però sempre di mantenere un approccio molto selettivo. Per noi non conta avere tanti fornitori, ma avere partner affidabili che garantiscano continuità, qualità delle materie prime e attenzione alle esigenze del senza glutine».
Che rapporto avete con i produttori dei marchi che utilizzate?
«Cerchiamo di instaurare rapporti di collaborazione veri e propri, non semplici rapporti commerciali. Per noi il confronto con i fornitori è fondamentale perché ci permette di migliorare continuamente i prodotti e sviluppare nuove soluzioni. Nello scegliere i partner, invece, valutiamo principalmente la qualità delle materie prime, l’affidabilità, la capacità di garantire continuità produttiva e la condivisione dei nostri valori».
E capovolgendo la prospettiva, perché un produttore dovrebbe scegliere di collaborare con Vade Retro Glutine?
«Perché siamo una realtà specializzata, con una forte conoscenza del mercato senza glutine e un rapporto molto diretto con i consumatori e gli operatori del settore. Collaborare con noi significa entrare in un progetto in crescita, capace di valorizzare le materie prime attraverso prodotti finiti di qualità e con una forte identità».
Obiettivi del 2026
Quali sono gli obiettivi per il 2026?
«Il 2026 sarà un anno dedicato al consolidamento e alla crescita. L’obiettivo è ampliare la nostra presenza sul territorio nazionale, collaborando con sempre più operatori del settore e continuando a sviluppare nuovi prodotti. Vogliamo continuare a crescere mantenendo però la nostra identità: un laboratorio artigianale capace di offrire prodotti senza glutine realmente distintivi».
Quali sono i punti di differenziazione tra un laboratorio specializzato e la GDO?
«La differenza principale è la capacità di creare prodotti con una forte identità e una maggiore attenzione ai dettagli. La GDO può offrire sicuramente quantità e distribuzione capillare, ma un laboratorio artigianale può garantire ricerca, flessibilità, rapporto diretto con il cliente e una cura del prodotto che difficilmente può essere replicata su scala industriale. Il nostro obiettivo è proprio questo: dimostrare che il senza glutine può essere sinonimo di qualità, artigianalità e gusto».
Visione sul mercato del senza glutine
Chiudiamo con qualche domanda sul mercato senza glutine: come sta cambiando il panorama?
«Il mercato senza glutine è cambiato profondamente negli ultimi anni. In passato spesso il consumatore doveva accontentarsi di prodotti che puntavano principalmente sull’assenza di glutine, senza una particolare attenzione al gusto o alla qualità. Oggi invece le aspettative sono molto più alte: il cliente vuole prima di tutto qualità. Non vuole sentirsi escluso o costretto a scegliere prodotti inferiori, ma desidera poter mangiare bene senza rinunce. Cerca prodotti buoni, equilibrati, con ingredienti migliori e sempre più simili ai prodotti tradizionali. Questa evoluzione è stata alimentata da una maggiore consapevolezza dei consumatori e dalla crescita della domanda. Inoltre i professionisti del settore Ho.Re.Ca. stanno iniziando a capire che il senza glutine di qualità può essere una fonte di guadagno. Un celiaco porta tutti gli altri nel ristorante dove può mangiare».
Quali sono le sfide e le opportunità per chi opera in questo settore?
«La sfida principale è distinguersi in un mercato sempre più competitivo. L’opportunità invece è rappresentata dalla possibilità di innovare e proporre prodotti realmente differenti. Per essere competitivi bisogna puntare sulla qualità, sulla ricerca, sull’ascolto del cliente e sulla capacità di creare un rapporto di fiducia».
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Parte oggi lunedì 20 luglio il progetto di sperimentazione della circolarità su base nazionale dei buoni digitali per la celiachia. Le prime due regioni a testare il progetto, introdotto con la Legge di Bilancio 2026, sono Liguria e Lombardia.
Pertanto i cittadini affetti da celiachia residenti in Liguria o in Lombardia potranno utilizzare i buoni digitali per l’acquisto di prodotti senza glutine negli esercizi convenzionati di entrambe le regioni. Si tratta di un bacino di utenza che sfiora le 60mila persone: la Liguria infatti conta 6.785 celiaci mentre la Lombardia ne colta oltre 52.000.
Dal punto di vista operativo, per cittadini ed esercenti non cambia nulla. Il sistema si integra con le infrastrutture informatiche già esistenti e consente di utilizzare i buoni con le stesse modalità già in uso.
L’iniziativa rappresenta un passo concreto verso una maggiore semplificazione dei servizi sanitari e una più ampia tutela dei diritti delle persone celiache, soprattutto per chi si sposta frequentemente per motivi di lavoro, studio o turismo.
La sperimentazione si propone come esperienza pilota e possibile modello di riferimento per future iniziative su scala nazionale.
«Si tratta di un risultato che risponde a un’esigenza di semplificazione della vita del paziente e uguaglianza di accesso alla terapia su tutto il territorio nazionale che AIC porta avanti da anni e indica come prioritaria in ogni occasione», ha commentato Rossella Valmarana, presidente di Associazione Italiana Celiachia. «L’obiettivo resta la circolarità su scala nazionale e il test sperimentale ci avvicina a raggiungerlo. Con l’avvio di questa sperimentazione la circolarità dell’assistenza ai celiaci è una realtà sempre più vicina. AIC ha già depositato presso il Ministero della Salute un contributo per il decreto di attuazione della circolarità su scala nazionale, cui rimanda la Legge di Bilancio 2026 che ha reso possibile la concreta realizzazione della circolarità».
L’associazione europea Aoecs ha istituito il premio Young Researcher Award in Coeliac Disease Research, destinato a giovani scienziati di talento.
Il premio riconosce ricercatori emergenti il cui lavoro contribuisce a una migliore comprensione, diagnosi, trattamento, gestione, prevenzione o impatto sociale della celiachia e dei disturbi correlati al glutine.
L’associazione intende così stimolare una ricerca innovativa in grado di apportare benefici concreti ai milioni di persone che convivono con la celiachia.
Criteri di partecipazione al premio
L’award è aperto a ricercatori a inizio carriera provenienti da tutto il mondo. Le ricerche possono riguardare ambiti quali scienza di base e traslazionale, ricerca clinica, innovazione terapeutica, nutrizione e dietetica, sanità pubblica e ricerca centrata sul paziente. È possibile candidare domanda tramite il sito web di Aoecs entro il 15 agosto.
Le candidature saranno valutate da un comitato scientifico internazionale e indipendente, sulla base di criteri trasparenti e pubblicamente disponibili. La valutazione terrà conto sia della qualità scientifica della ricerca proposta sia dei risultati accademici del candidato, garantendo un processo di selezione equo e rigoroso.
La cerimonia di assegnazione
Il vincitore sarà annunciato durante la Conferenza Annuale Aoecs, che si svolgerà ad Amsterdam dall’8 all’11 ottobre prossimi. Oltre al premio di 500 euro, il vincitore otterrà visibilità internazionale grazie a un invito alla conferenza e all’opportunità di presentare la propria ricerca ai massimi esperti e ai rappresentanti della comunità celiaca mondiale.
I finalisti selezionati saranno inoltre invitati a presentare il proprio lavoro nel corso di un incontro scientifico online dedicato, in programma più avanti nell’anno.
Ulteriori premi potranno essere assegnati ai secondi classificati a discrezione del comitato di valutazione scientifica.
«Crediamo che investire nei giovani ricercatori significhi investire nel futuro della cura della celiachia», afferma Veronica Rubio, segretaria generale di Aoecs. «Il progresso scientifico dipende da idee nuove, prospettive originali e collaborazione internazionale. Con questo premio, vogliamo incoraggiare i ricercatori più talentuosi a continuare a far avanzare questo campo di studi».
Per i criteri di ammissibilità completi, i requisiti di candidatura e le modalità di presentazione, clicca qui
Mentre per maggiori informazioni sulla conferenza annuale dell’associazione, che si svolgerà ad Amsterdam dall’8 all’11 ottobre prossimi, clicca qui
Molino Magri, società mantovana attiva dal 1929 nella produzione di farina, ha completato un processo di rebranding che ha interessato ogni aspetto dal logo fino al packaging. Il rinnovo estetico strizza l’occhio a uno stile contemporaneo che valorizza tradizione e prestigio.
Un nuovo logo per l’azienda
In particolare il nuovo logo è ispirato all’araldica e introduce l’immagine di un cavallo, simbolo nobile legato all’eredità artistica di Mantova. Il nuovo volto di Molino Magri intende confermare il rigore e la passione ma con un linguaggio rinnovato con lo scopo di parlare all’odierno mondo della farina e dell’arte molitoria italiana.
«Molino Magri è una realtà di famiglia giunta alla quinta generazione», spiega Modesto Magri, titolare dell’azienda, ai microfoni di Gluten Free Insights. «L’esigenza di rebranding arriva in un momento importante e sottolinea un cambiamento generazionale che sta avvenendo sia tra i collaboratori sia all’interno della proprietà. A un mese dal lancio del nuovo brand, i primi riscontri sono positivi dalla maggior parte dei nostri stakeholder».
La linea Free: mix di alta qualità senza glutine
Tra le proposte Molino Magri spicca la linea Free e in particolar modo la Magri FreeNapoletana, mix di alta qualità che non proviene da processi di deglutinazione e non contiene amido di frumento. È un prodotto nato per gli intolleranti ma in grado di stupire il palato anche di chi non ha esigenza di una dieta senza glutine.
Si tratta di una soluzione per panificati senza glutine caratterizzata dalla miscela di amido di mais, amido di riso, fibre vegetali e pasta acida di mais. Il prodotto ha un ricco apporto di fibre e di enzimi naturali benefici. Il mix di ingredienti utilizzati dona plasticità agli impasti permettendo di eseguire le stesure tradizionali o contemporanee. Con Magri Free Napoletana si ottengono pizze e pani dall’alveolatura sviluppata, morbidi e dal gusto fragrante, paragonabili ad un panificato realizzato con farina di grano tenero ma al 100% gluten free.
Il nome del prodotto deriva dalla sua applicazione originaria: è stato infatti sviluppato inizialmente per la preparazione della pizza napoletana “contemporanea”. Tuttavia la Magri Free Napoletana è adatta anche a ricette dolci in quanto non contiene sale.
Questa soluzione è disponibile sia per operatori del settore, sia per il pubblico finale tramite distributori Ho.Re.Ca, farmacie, parafarmacie e negozi specializzati.
Per visionare la brochure dedicata alla Magri Free Napoletana, con anche procedimenti di impasto suggeriti, clicca qui
Mentre per vedere il video tutorial realizzato in collaborazione con Pasquale Vannelli clicca qui
Infine per vedere il video realizzato a Modesto Magri da Gluten Free Insights in occasione di TuttoFood clicca qui
Nella fila dietro, da sinistra: Isacco Telasi (amministrazione), Modesto Magri (commerciale), Leonardo Magri (marketing), Giovanni Magri (magazzino) e Stefano Magri (produzione). Davanti Dora Vallenari e il marito Giampiero Magri (presidente)
C’è soddisfazione da parte degli organizzatori dell’edizione 2026 di Free From & Premium Food, manifestazione dedicata ad alimenti senza allergeni, salutari e premium che si è svolta a Vienna il 16 e 17 giugno scorsi.
La fiera, organizzata da Expo Business Communications BV, ha riunito migliaia di visitatori provenienti dal settore alimentare internazionale per due giorni all’insegna della scoperta, del networking e dell’innovazione.
In mostra, soluzioni alimentari innovative
In particolare hanno preso parte all’evento produttori, acquirenti, rivenditori, distributori e professionisti del mercato food. L’edizione 2026 ha quindi offerto una ricca vetrina di prodotti leader di mercato e tendenze emergenti in diverse categorie, tra cui alimenti senza allergeni, senza glutine, salutari, biologici, vegani, funzionali e premium.
Centinaia di espositori hanno presentato soluzioni innovative in grado di rispondere alle mutevoli esigenze dei consumatori, offrendo ai visitatori l’opportunità di scoprire nuovi prodotti, entrare in contatto con i fornitori ed esplorare future opportunità commerciali.
Uno dei punti salienti dell’edizione di quest’anno è stata la forte presenza di acquirenti di alto livello e di importanti rappresentanti della grande distribuzione, a dimostrazione del valore dell’evento come piattaforma per contatti commerciali significativi.
I riconoscimenti della fiera
Durante la due giorni, poi, sono stati assegnati dall’ente fiera i Free From Innovation Awards che hanno riconosciuto l’innovazione di prodotti all’avanguardia in quattro categorie. Il premio Miglior nuovo marchio è stato assegnato a Santo Mario Marseglia, mentre il riconoscimento Prodotto dell’anno è andato a Tigernut Group. Proseguendo, l’award Prodotto senza allergeni più salutare è statp assegnato a Health Link e infine il premio Esordiente dell’anno è andato a Semix Pluso.
Gli Innovation Awards hanno messo in luce la creatività e l’impegno degli espositori nello sviluppo di prodotti in grado di rispondere alle aspettative dei consumatori di oggi, dalle scelte più salutari fino alle soluzioni “free from” e alle esperienze gastronomiche di alta qualità.
Il programma collaterale
Oltre all’area espositiva, Free From & Premium Food 2026 ha offerto un ricco programma di conferenze che ha riunito esperti, associazioni e leader del settore per condividere approfondimenti sul futuro dell’alimentazione.
Relatori provenienti da organizzazioni e aziende di ogni parte d’Europa hanno affrontato temi chiave relativi alle tendenze dei consumatori, alla sostenibilità, alla certificazione, all’innovazione e al panorama alimentare in evoluzione.
L’evento ha visto anche l’organizzazione di una tavola rotonda a cura di Compessa, che ha riunito esponenti del settore per uno scambio di punti di vista e una discussione sulle attuali sfide e opportunità che stanno plasmando il settore alimentare e della vendita al dettaglio.
«Free From & Premium Food continua a crescere come luogo in cui l’innovazione incontra le opportunità», ha commentato il direttore della fiera Ronald Holman. «L’edizione di quest’anno ha dimostrato la forza e il potenziale del settore, grazie a espositori eccezionali, preziosi dibattiti di settore e un pubblico e gruppi di visitatori molto coinvolti. Sulla scia del successo dell’edizione di Vienna, Free From & Premium Food guarda ora al prossimo capitolo. L’evento tornerà a Barcellona, in Spagna, nel giugno 2027 proseguendo nella sua missione di mettere in contatto produttori internazionali del settore alimentare con acquirenti e professionisti. Sarà la quinta edizione a Barcellona, su un totale di 15 edizioni dal 2012».
Sarchio amplia il catalogo con nuovi prodotti bio e senza glutine, raccontati attraverso un rinnovato sito web. La nuova veste grafica del portale risulta più chiara e coinvolgente.
Il restyling del sito è stata conseguenza dell’aggiornamento dell’e-commerce aziendale. Sarchio ha così adottato una piattaforma avanzata e più performante, in grado di ottimizzare la logistica, le promozioni e l’efficienza operativa. Contemporaneamente all’aggiornamento operativo, è stato fatto anche un restyling grafico, al fine di permettere una fruizione più semplice e intuitiva in linea con il brand e la strategia di marchio.
Tra i nuovi prodotti lanciati di recente da Sarchio c’è il nuovo snack salato biologico Vives, realizzato con un’antica ricetta delle Dolomiti.
Si tratta di petali di mais croccanti, non fritti ma cotti al forno, e senza glutine. Sono disponibili nei tre gusti olive, curcuma e spinaci, pomodoro e basilico. Sono disponibili nei formati da 80 grammi a un prezzo suggerito di 3,49 euro.
Questi prodotti gluten free vanno ad ampliare la già corposa gamma di soluzioni biologiche che sfiora le circa 160 referenze in totale con lo scopo di soddisfare tutte le esigenze di consumo, comprese le intolleranze alimentari o le necessità specifiche di dieta.
I prodotti sono disponibili presso la GDO e sul sito e-commerce Sarchio.
Per acquistare online i prodotti clicca qui
A pochi mesi dal suo lancio sul mercato italiano, Glufrì si conferma come una delle app più utili del panorama senza glutine. L’applicazione, disponibile da aprile 2026 sulle piattaforme Android e Apple, è gratuita.
Ha lo scopo di agevolare la vita di chi mangia senza glutine eliminando allo stesso tempo la frammentazione delle informazioni spesso divise tra gruppi social, piattaforme e mappe.
Si differenzia da mappe statiche e da semplici app sui locali. Glufrì infatti è organizzata in cinque sezioni principali, progettate per coprire gli aspetti della quotidianità senza glutine.
Si parte con i locali gluten free filtrati per tipologia di cibo (sushi, hamburger, kebab, dolci tipici) e tag specifici come cucina/forno separato. A questa sezione si affianca un database dettagliato con tutti i prodotti senza glutine delle maggiori aziende in commercio.
I prodotti sono presentati con schede indicanti ingredienti, valori nutrizionali, claim (senza lattosio, bio, vegan) ed eventuale erogabilità tramite SSN.
C’è poi una mappa di punti vendita che consente di individuare supermercati, negozi specializzati, farmacie e botteghe. Per ogni esercizio è specificato se viene o meno accettato il buono ASL. Inoltre è possibile vedere la lista dei prodotti venduti nell’esercizio stesso e il relativo prezzo.
La app prevede poi le sezioni ricette e community. Quest’ultima si traduce in uno spazio di condivisione in cui gli utenti scambiano opinioni e consigli. In arrivo, infine, c’è un’area dedicata alla pubblicazione di fiere, sagre, corsi e appuntamenti focalizzati sul mondo del senza glutine.
Elementi di differenziazione di Glufrì
Il primo elemento di differenziazione rispetto ad altre applicazioni risiede nella capillarità e nella profondità dei dettagli. «Glufrì nasce dalle mie esigenze di celiaca, volevo qualcosa che soddisfasse ogni necessità di chi come me ha una diagnosi di celiachia», ha commentato Stefania Pellitteri, co-founder dell’applicazione.
«Per questo la app non si limita a indicare dove mangiare, ma offre filtri avanzati, come la presenza di cucine o forni separati, fritti dedicati, disponibilità di birre senza glutine e la distinzione tra basi pizza artigianali o pronte, il tutto supportato dalle recensioni trasparenti degli utenti che guidano la community verso le scelte migliori».
A questo si aggiunge una connessione diretta tra i contenuti di tutte le sezioni dell’app. Ad esempio nella pagina di un prodotto si possono vedere le ricette correlate caricate dagli utenti e, se indicato, il prezzo di quel prodotto nei negozi più vicini.
Inoltre il motore di Glufrì è il suo approccio collaborativo basato sul crowdsourcing che garantisce freschezza e aggiornamento costante dei dati. Altro elemento di differenziazione è la gratuità dell’applicazione in quanto non essendoci versioni premio o abbonamenti per l’utente finale.
Un progetto strategico per produttori e negozianti
Glufrì rappresenta un canale strategico di visibilità e di comprensione del mercato. Locali, negozi e prodotti senza glutine sono presenti nella app con una vetrina gratuita visibile all’intera community. I partner possono monitorare come gli utenti scoprono e recensiscono la loro attività o i loro prodotti, ottenendo un primo sguardo diretto sui feedback reali del mercato.
In futuro verrà creato uno spazio dedicato ai fornitori. Le attività commerciali potranno farsi conoscere, promuovere i propri servizi e intercettare utenti che si trovano nelle vicinanze e che cercano attivamente un posto in cui mangiare o acquistare. Per le aziende di prodotti senza glutine, invece, Glufrì offre un posizionamento mirato al 100% su un target profilato. Oltre alla visibilità, l’app diventa uno strumento di analisi di mercato: i produttori potranno monitorare i feedback per capire quante persone cercano i loro prodotti, come li recensiscono e quali sono i trend più forti all’interno della community.
«Un elemento fortemente innovativo di Glufrì è l’introduzione di logiche di gamification all’interno dell’app», conclude Stefania Pellitteri. «Questa funzionalità si traduce in un’opportunità di co-marketing unica per le aziende e i proprietari di attività: i partner commerciali potranno sbloccare alcune funzionalità all’interno della piattaforma in cambio dell’offerta di coupon, sconti o vantaggi dedicati».
AmoNoGlu, società calabrese focalizzata nella creazione di prodotti senza glutine di altissima qualità lavorati artigianalmente, ha preso parte all’edizione 2026 di Free From & Premium Food. La fiera si è svolta il 16 e il 17 giugno a Vienna.
Si tratta di uno dei principali eventi europei dedicati ai prodotti free from e al settore alimentare premium, che riunisce annualmente oltre 280 espositori e migliaia di prodotti, marchi e innovazioni provenienti da tutto il mondo.
Un riconoscimento internazionale
In occasione della due giorni, l’azienda di San Marco Argentano in provincia di Cosenza ha ricevuto il premio “Prodotto più innovativo d’Europa” assegnato da Bella Vita, sales agent Italia per la società Expo Business Communications BV che si occupa dell’organizzazione della fiera. La valutazione ha previsto l’assaggio, da parte di una giuria internazionale, dei prodotti esposti presso i vari stand. L’award assegnato a AmoNoGlu riconosce la qualità della base pinsa senza glutine.
In foto Luca Tudda, CEO di AmoNoGlu, con una responsabile della società Bella Vita, alla consegna del premio
«Ci portiamo a casa un riconoscimento che sinceramente non ci aspettavamo di conquistare», ha dichiarato Luca Tudda, CEO di AmoNoGlu. «Questo chiaramente ci riempie di gioia e orgoglio e ci conferma che la strada è quella giusta. Di rientro da Vienna abbiamo fermato la produzione per festeggiare tutti insieme.
Un premio di questo calibro è merito di ogni nostro collaboratore e di chiunque creda davvero in questo progetto. Personalmente tengo molto alle mie radici, il Sud Italia paga uno scotto che è eredità di retaggi del passato e deve spesso dimostrare il suo valore.
Portare a casa un premio di caratura europea ha per me un valore ancora più forte. Significa dare lustro non solo ad AmoNoGlu, ma anche al territorio da cui veniamo, all’Italia e a tutte le eccellenze che esistono nel Sud».
Il guten free di AmoNoGlu vola a New York
Nei prossimi giorni i responsabili aziendali partiranno per New York per prender parte alla 70° edizione del Summer Fancy Food Show, manifestazione dedicata alla scoperta di nuovi prodotti sul mercato e rivolta a professionisti del settore alimentare. AmoNoGlu parteciperà alla kermesse in collaborazione con un distributore americano intenzionato a commercializzare i prodotti dell’azienda italiana negli Stati Uniti.
«Il messaggio che vogliamo condividere è quello di un’inclusione quasi viscerale», aggiunge Luca Tudda. «La pizza, nella nostra cultura, è un alimento che si mette al centro del tavolo e si condivide. Noi vogliamo che chi non ha necessità di una dieta gluten free condivida con i propri amici pizze o pinse senza glutine senza accontentarsi di un gusto che non gli appartiene.
È un altro modo di mangiare e in parte anche un altro modo di vivere perché la dieta senza glutine non riguarda solo il piatto. Riguarda anche l’organizzazione della giornata, le scelte quotidiane, i momenti sociali, il modo in cui una persona vive fuori casa. E quando prò le persone si avvicinano a questo mondo attraverso un prodotto buono, accessibile e condivisibile, scoprono che mangiare senza glutine non è una rinuncia. Anzi, può essere anche un’esperienza piacevole e sorprendente, se il prodotto è fatto bene».
Una nuova prospettiva per il cibo senza glutine
Il punto, conclude Luca Tudda, è smettere di ragionare con la logica del “buono per essere senza glutine”. «Il prodotto deve essere buono e basta. È un cambio di prospettiva fondamentale: non deve essere sempre la persona celiaca a doversi adattare, a spiegare, a chiedere attenzione o a far sentire la propria presenza.
Dovrebbero essere anche gli altri ad aprirsi, senza pregiudizi, senza autolimitarsi, senza pensare che il senza glutine sia per forza qualcosa di meno».
In quest’ottima AmoNoGlu organizzerà nei prossimi mesi iniziative in mense scolastiche e universitarie, anche attraverso la sua mascotte Bruno. Questi eventi si affiancheranno a festival, masterclass e show cooking.
Per maggiori informazioni su AmoNoGlu e le sue iniziative future, non perdete i prossimi aggiornamenti su Gluten Free Insights.