Valentina Gluten Free: un punto di riferimento nel mondo dei “senza”

Quello che spesso sfugge delle attività più note è il percorso di crescita e sacrificio che hanno alle spalle. Un percorso che però è importante trovi spazio nel racconto di una storia di successo. Ed è quello che occorre conoscere per comprendere meglio l’essenza di Valentina Gluten Free, laboratorio artigianale situato a Sarzana, in provincia di La Spezia.

Tenacia, proattività, ambizione e un pizzico di incoscienza sono gli ingredienti alla base della nascita di questa piccola bakery, inaugurata il 25 novembre 2017 con l’obiettivo di sopperire all’assenza sul territorio di prodotti freschi e artigianali senza glutine. «Essendo io per prima celiaca, mi rendevo conto quotidianamente di quanto fosse difficile trovare prodotti artigianali di qualità», spiega Valentina Leporati, CEO e unica lavoratrice di Valentina Gluten Free. «Così ho creato un luogo che potesse rispondere a svariate esigenze legate al mondo dei “senza”. Oggi nella mia bakery tutti i prodotti sono senza lattosio e senza proteine del latte e sono anche vegetariani o vegani. L’idea è quella di soddisfare più persone possibili».

ValentinaParliamo delle origini del laboratorio. Quali strategie sono state adottate per promuovere e far crescere la vostra realtà?

«Quando ho aperto Valentina Gluten Free avevo in tasca solo 27 euro e tanta, tantissima incoscienza. Non avevo idea di come funzionassero le partite iva e nemmeno dei costi che avrei dovuto gestire. Ho aperto spinta dal desiderio di fare qualcosa di utile per me e per gli altri e questo mi ha dato la forza di costruire tutto da sola e di credere nel progetto in modo profondo e viscerale. La realtà poi è venuta a bussare alla mia porta e mi ha fatto capire che in una piccola città un prodotto definito di nicchia non avrebbe avuto lunga vita. Ho capito che tra le mani avevo un mezzo gratuito ed efficace se usato con intelligenza: Instagram. Così ho iniziato a raccontare la mia storia con la celiachia e il progetto Valentina Gluten Free. Penso di essere stata la prima in Italia a rendere pop la celiachia nel senso di popolare, tra informazione, ironia e vita quotidiana. Questo mi ha dato una visibilità inaspettata».

Una delle particolarità del vostro metodo di comunicazione è il focus sulla storia più che sul prodotto.

«Esattamente. Non ho mai promosso i miei prodotti ma ho sempre preferito raccontare la mia storia, la mia etica e il perchè delle mie scelte. Le persone si sono appassionate al mio modo di approcciare la malattia e alla mia serietà nel divulgare informazioni. In molti casi sono diventati clienti fissi del negozio».

A proposito del negozio, come è evoluto negli anni Valentina Gluten Free?

«Era un piccolo laboratorio e tale è rimasto perchè ho scelto di non scendere mai a compromessi. In negozio ci sono solo io e controllo ogni cosa dalla spesa alla vendita. Accendo il forno solo la mattina e quello che produco è fresco di giornata. L’intenzione è anche quella di ridurre al minimo gli sprechi. Cerco infatti di essere un’imprenditrice sostenibile in un mondo che ti spinge a non esserlo. Questo mi consente anche di restare fedele ai miei principi cardine ovvero freschezza, qualità e umanità».

ValentinaSe questi principi rappresentano il vostro punto di forza, quali sono invece le criticità?

«Il negozio in sé non ha punti deboli se non quelli propri della mia persona. Ad esempio lo stress e la fatica a volte sono difficilmente gestibili. Vorrei poter tenere aperto il laboratorio più giorni e raggiungere più persone ma devo riconoscere e ricordare a me stessa di avere dei limiti in quanto persona e non automa».

Oggi collaborate con diversi produttori del mondo senza glutine sia nella bakery sia sui social. Come scegliete queste partnership?

«Il mio laboratorio e il mio lavoro come food creator sono due cose legate ma distinte. In laboratorio sono una pasticcera che fa lavoro di cucina da 22 anni. Lavoro con farine naturalmente prive di glutine ma anche con soluzioni che solo chi ha determinati strumenti professionali può sfruttare. I prodotti del mio laboratorio sono creati esclusivamente da me, è il mio modo di ringraziare chi viene a trovarmi a Sarzana. Online invece collaboro con brand che ritengo di valore sia dal punto di vista delle formule sia dal punto di vista umano. Non sempre si tratta di farine naturali ma sono comunque delle soluzioni che reputo lodevoli perché rendono la vita delle persone più semplice e la cucina casalinga più soddisfacente senza compromettere la qualità alimentare. In generale comunque dietro a un marchio ci sono sempre delle persone e scelgo di lavorare con quelle che stimo e con cui posso avere dialoghi sinceri e arricchenti. Tra i criteri importanti nella scelta di questi accordi ci sono umanità, ambiente di lavoro corretto, cura del consumatore, bontà del prodotto».

Al contrario, perché un produttore dovrebbe scegliere di collaborare con la vostra realtà?

«Credo di rappresentare una voce sincera e genuina, con una community che si fida proprio perché da sempre porto sincerità sugli schermi. Oltre a questo sono una professionista del settore anche se non indosso un camice per dimostrarlo. I produttori sanno che stanno dando in mano le loro creazioni a qualcuno che ne capisce davvero».

Accanto all’attività di laboratorio, come accennato, c’è quella sui social. Ce ne parli.

«Il lavoro sui social è una parte importantissima della mia vita e mi avvicina a tantissime persone che cercano consigli, aiuti e idee. Oltre all’attività di laboratorio e a quella di divulgatrice social, scrivo libri di ricette, ho un programma di cucina sulla rete Food Network, collaboro con scuole e aziende per raccontare la celiachia e viaggio per l’Italia per fare informazione».

ValentinaA proposito dell’attività di promozione, parliamo dei momenti con il pubblico che organizzate o che presenziate.

«Stare a contatto con le persone è la parte che amo di più del mio lavoro e non perdo occasione di partecipare ad eventi tematici per cercare di portare l’informazione sulla celiachia a più orecchie possibile. In particolare adoro entrare nelle scuole e aprire dibattiti con i ragazzi che sono sempre molto interessati e curiosi. Nascono momenti unici che poi fanno ben sperare nel futuro. Ci sono anche eventi in cui sono sul palco e ho la possibilità di raccontare la mia storia. Ne sono un esempio la partecipazione al TED X o alle conferenze ministeriali. Anche in questi casi ogni volta quando finisco di parlare non mancano mai le persone che vengono a farmi domande o a ringraziarmi. Se oggi riesco a farmi ascoltare e ad avere un ruolo riconosciuto è perché adoro comunicare».

Quali sono gli obiettivi per il 2026 per Valentina Gluten Free?

«Il 2026 è iniziato alla grande con tantissimi progetti esterni al lavoro in laboratorio che mi hanno portata a girare per l’Italia e conoscere attività, persone e specialisti. A fine anno ci saranno novità sulla produzione artigianale che mi vedranno completamente concentrata in cucina. Inoltre parteciperò al Gluten Freaks Food Festival a parlare di celiachia e cucina vegetale e poi sarò completamente assorbita dall’evento che realizzo a Sarzana: il Free Food Festival, primo festival in Italia 100% gluten free, vegetariano e vegano che lo scorso anno, alla sua prima edizione, ha registrato oltre 10.000 presenze. Quest’anno l’appuntamento è sempre a Sarzana dal 29 maggio al 1° giugno».

Chiudiamo con qualche domanda sul mercato senza glutine che dal punto di vista della proposta commerciale è cambiato e migliorato molto negli anni. Quali sono stati i più importanti cambiamenti e da cosa sono stati alimentati?

«Sono celiaca dal 1989, da quando la spesa si faceva solo in farmacia e i prodotti disponibili erano pochi e non molto appetibili. Sono stati fatti tantissimi passi avanti. I più importanti cambiamenti sono quelli della GDO che ha capito quanto sia importante investire in linee dedicate al senza glutine, normalizzando la spesa dei clienti celiaci. La speranza è che non si crei solo qualcosa senza glutine da mettere in commercio per tappare un buco di mercato ma che questi prodotti vengano anche realizzati con un occhio a qualità, salute e gusto».

ValentinaQuali sono le criticità e al contrario le opportunità del mercato senza glutine odierno?

«Il mio punto di vista non può chiaramente prescindere dall’impostazione della mia attività. Pertanto dalla mia prospettiva una delle principali criticità del mercato è la diffusione di prodotti di scarsa qualità venduti però a peso d’oro. C’è poi scarsa capacità, in alcuni segmenti e per alcune realtà, di valorizzare il proprio prodotto e soprattutto le persone dietro la creazione di questo prodotto. L’altro lato della medaglia sono proprio le opportunità che quindi stanno nella cura di ogni singolo pezzo realizzato e nel focus sulla qualità piuttosto che sulla quantità. Questo porta a un altro tema che è quello di ricercare una produzione sostenibile in un mondo che invece ci porta al consumismo estremo. Da ultimo, ma non certamente per importanza, vedo una grande opportunità in quelle realtà che sono capaci di mostrare il lato umano delle loro attività entrando in sintonia con la propria clientela al di là dello scambio commerciale».

A proposito di cliente, quali sono le sue esigenze oggi? Esigenze a cui questo mercato deve rispondere e che quindi alimentano questa sua evoluzione?

«Oggi chi è celiaco è meno disposto ad accontentarsi e ne ha tutte le ragioni. Desideriamo prodotti buoni che non siano solo senza glutine ma anche soddisfacenti sotto tutti gli altri punti di vista di cui sopra. Per chi lavora in questo settore è indispensabile rendersi riconoscibili per la persona che sta dietro al prodotto, comunicare i propri valori e i propri obbiettivi senza mentire. In mezzo a centinaia di offerte simili spiccherà sempre chi si è proposto come essere umano e non solo come produttore».

Abbiamo citato la rilevanza della GDO nell’offerta senza glutine. Quali sono i punti di forza di un laboratorio specializzato, quali gli elementi di differenziazione su cui puntare per mantenere salda la propria posizione sul mercato di fronte all’avanzata della grande distribuzione?

«Esattamente le persone. Le storie, le motivazioni, i valori, le scelte, i gusti. Tutto quello che sta dietro alle persone che scelgono di intraprendere questa strada sarà anche quello che permetterà loro di essere scelti tra tanti altri».

Clicca sull’immagine per leggere l’identikit del laboratorio e accedere alle pagine social

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