Celiachia: dal Committee on Food Labelling chiarimenti sull’etichettatura allergeni

L’etichettatura precauzionale degli allergeni e la dicitura “senza glutine” servono a scopi diversi e devono rimanere chiaramente distinti. È una delle evidenze emerse in occasione della 49ª sessione del Committee on Food Labelling, che si è svolta in Canada dall’11 al 15 maggio.

L’assemblea ha segnato un’importante pietra miliare per le persone affette da celiachia in tutto il mondo. I delegati hanno infatti adottato nuove linee guida globali per l’etichettatura precauzionale degli allergeni (PAL), spesso definita “etichettatura per la prevenzione della contaminazione incrociata”.

Lo si legge nel comunicato stampa pubblicato gli scorsi giorni dall’Association of European Coeliac Societies – Aoecs, che ha preso parte all’incontro in Canada in rappresentanza della comunità celiaca europea.

«Sebbene queste linee guida non modificheranno immediatamente le etichette dei prodotti sugli scaffali dei supermercati, stabiliscono un importante quadro di riferimento internazionale che influenzerà la legislazione futura e contribuirà a creare informazioni sugli allergeni più coerenti e affidabili per i consumatori», ha commentato il presidente dell’Aoecs, Floris van Overveld, presente all’assemblea di Ottawa.

In particolare le nuove linee guida globali per l’etichettatura precauzionale degli allergeni prendono ora in considerazione le esigenze dei celiaci contemplando i cereali contenenti glutine, che erano in gran parte assenti dalle bozze di proposta. Celiachia e glutine non erano stati quindi adeguatamente presi in considerazione all’inizio dei lavori sulle linee guida.

Cosa è stato concordato

Il presidente dell’Aoecs, nel suo report sull’assemblea di Ottawa, riassume i principi che sono stati stabiliti nelle nuove linee guida, a partire dall’impegno degli operatori del settore alimentare, che dovrebbero ridurre al minimo la contaminazione incrociata.

Inoltre l’etichettatura precauzionale degli allergeni deve essere utilizzata solo quando una valutazione del rischio dimostra che esiste un rischio reale superiore ai livelli di intervento stabiliti. Quindi l’uso eccessivo e diffuso delle dichiarazioni PAL dovrebbe essere ridotto.

Dose di riferimento di 4 mg di glutine

Come anticipato, poi, i cereali contenenti glutine sono ora specificamente inclusi nel quadro di riferimento, con una dose di riferimento di 4 mg di glutine. Questa dose non corrisponde alla soglia di 20 mg per kg utilizzata per le diciture “senza glutine”. Il sistema PAL infatti si basa sulla quantità totale di glutine che un consumatore può ingerire da una porzione tipica. Invece lo standard “senza glutine” si basa sulla concentrazione di glutine in un prodotto.

«Si tratta di approcci diversi, progettati per scopi diversi, motivo per cui i valori numerici non possono essere confrontati direttamente», spiega il presidente dell’Aoecs Floris van Overveld.

Indicazione di allergeni e scritta “senza glutine”: due scopi diversi

È stato inoltre chiarito che i prodotti che riportano un’avvertenza relativa al glutine non possono mai riportare contemporaneamente la dicitura “senza glutine”.

Proseguendo, il presidente sottolinea che la dicitura standard per PAL rimane “può contenere” e che l’avena non deve essere indicata nell’etichetta della dichiarazione PAL.

Questo perché le linee guida riconoscono che le preoccupazioni relative all’avena riguardano principalmente la potenziale contaminazione incrociata con cereali contenenti glutine.

«Un risultato particolarmente importante per Aoecs è stato quello di ottenere chiarimenti sul fatto che l’etichettatura precauzionale degli allergeni e le diciture “senza glutine” servono a scopi completamente diversi», ha chiarito Floris van Overveld. «La dicitura PAL indica un potenziale rischio mentre la dicitura “senza glutine” indica che un prodotto è stato specificamente prodotto e valutato per soddisfare i requisiti di un’alimentazione senza glutine. Si tratta di messaggi fondamentalmente diversi e devono rimanere chiaramente distinti».

Cosa succede ora

L’adozione di queste linee guida rappresenta un traguardo importante, ma costituisce solo un passo in un processo più lungo.

La prossima sfida è l’attuazione. Le autorità nazionali e regionali dovranno ora valutare come le linee guida del Codex possano essere recepite nella legislazione. Per molte società membre dell’Aoecs, questo lavoro si svolgerà principalmente a livello dell’Unione europea e si prevede che richiederà diversi anni.

«L’inclusione della celiachia e del glutine in queste linee guida globali rappresenta un passo importante verso un’etichettatura più chiara, una migliore informazione per i consumatori e una maggiore sicurezza per le persone affette da celiachia in tutto il mondo», ha concluso Floris van Overveld.

Per maggiori informazioni sulla riunione che si è svolta in Canada clicca qui

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